Confessione Scandalosa nella Pineta del Lavandou: Nudi sotto la Tenda
Arrivo al parcheggio, orlo della pineta che scende al mare cristallino del Lavandou. Maggio caldo, resina nell’aria, aghi sotto i piedi. Lei è lì, maschera dell’hotel in mano. Occhiali da sole fissi. Riconoscibile all’istante. Sacchetto pronto: tenda pop-up, materassini arrotolati. Camminiamo un’ora, corpi sudati, cuori che pulsano forte. Arriviamo in caletta deserta. Vele lontane sul blu profondo. Lei suda, si spoglia nuda. Pelle abbronzata, ferma, svelte curve. Mi incita. Short giù, maglietta via, costume sfilato. Acqua fresca ci avvolge. Brividi. Calore aria contro freddo mare. Gente ride lontana. Apro tenda in due secondi. Dentro, nudi, ridiamo piano. Occhiali via, ma niente visi. Pelle salata cristallizza. Gocce di sale ovunque. Lecco il suo braccio, saliva mia le dissolve. Lei il mio. Lingua su spalla, tra seni bianchi su pelle scura. S sul ventre, al triangolo intimo. Pungente. Mi offre il suo sale dal petto glabro. Cuore martella. Desiderio sale, rosso, urgente.
Sua lingua calda su capezzolo. Mordicchia. Scende ventre fremente. Raggiunge cazzo eretto, salato. Lo lecca piano, poi vigoroso. Bocca esperta. Mano sinistra strizza palle, destra serra base. Blocca linfa. Non vengo ancora. ‘Senti la semenza vicina?’, sussurra. Tutoiement scatta. Mi inginocchio su fianchi suoi. Lecco seni salati. Capezzoli duri come pinoli. Denti li tirano su. Bacio labbro su labbro. Lingue salate danzano. Scendo, ventre, peli corti. Lingua vortica clitoride gonfio. ‘Sì, lì!’, ansima. Dito in figa bagnata. Glisse perfetta. Secondo dito, punto G. Unghie sue nelle spalle mie. Grido strozzato. Lecco suo succo dalle dita. Lei afferra cazzo, lo lubrifica col suo miele. Mano accelera. Guardiamo figa umida, cazzo lucido. Sperma schizza forte su dita sue.
La Febbre
Cotti a côte, odori misti, condensa tende. Acqua fresca in bocca sua. Verso resto su pelle rovente. Mani circolari, la dessalo. Ghiacciolo dalla bottiglia. Punta grossa su ventre. Urlo sorpresa. Su cosce, peli, clitoride, labbra. Dentro figa. ‘Freddo, ma bello!’, geme. Cazzo mio riprende vita. Calore contro gelo. Gambe su, cosce al ventre. Entro di colpo. Sussulto piacere. Resto fermo. Riscaldiamo. Fianchi oscillano. Sempre più veloce. Mani su caviglie sue, lei stringe polsi miei. Urla soffocate. Corpo trema, si inarca. Esplodo sul ventre, spruzzi al seno. Lei assaggia. Massaggio con mio seme. ‘Meglio dell’hotel’, confessa. ‘Sì, rischio eccita’. Finalmente visi. Occhi verde-azzurri, cristallini come calette corse. Pelle fine, vissuta. Maillots on. Bagno lungo. Notte, luna su mare scuro. Ombre danzano. Ritorno parcheggio. Addio.
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