Confessione Scandalosa: La Notte del Cetriolo Proibito

Una sera, nella penombra della nostra camera da letto, il desiderio ci travolse. Tutto rosso. Cuori che martellano. Mani che artigliano nel corridoio. Selvagge. Brutali. Ci buttiamo sul letto. Corpi incollati. Bocche che si divorano con rabbia. Mani che strappano vestiti. La sua passione mi infiamma. Lei prende l’iniziativa. Cerca il mio cazzo. Io tiro via il suo top. Seno nudo. Lo succhio avido. Duro. Dolce. Sensibile. I suoi sospiri. Il corpo che si inarca.

“Stasera ti scopo”, mi sussurra all’orecchio.

La Febbre

“Sì, fai di me ciò che vuoi”. Torno sul capezzolo. Mano nei suoi pantaloni da ginnastica. Moulant. Avrei visto le sue curve. Le labbra intime. Calore tra le cosce. Labbra molli di desiderio. Peli umidi. Amo una figa pronta. Infilo il medio. La ingoia. Si infila senza sforzo. Lei mi tira i capelli. Ardentissima. Amazzone feroce. Geme mentre massaggio dentro.

Mi strappa la mano. Me la porta alla bocca. “Lecca, lecca il mio succo”. Gusto la sua eccitazione. Inebriante. Pantaloni alle cosce. Cazzo che piange sul ventre. “Spogliati, presto, ne ho voglia!”. Mi alzo. Via tutto. Fuoco dentro. Lava dal glande. Filo lucido. Lei siede. Tocca sotto. Alza il filo. Raccoglie la goccia. Sul meato. Sul freno. Sfrega. Gemo.

“Gemirai, fidati. Sdraiati”. Mi stendo. Lei esce, fianchi che ondeggiano. Culone perfetto. Lo cavalcherò, penso. La mia verga è fiera. La stringo. “Brava bestia, farai felice stasera”. Immagino i colpi. Lei in bagno. Poi frigo in cucina. “Prende forze. Sarà una battaglia”.

Torna. “Oh cazzo”. Nera lingerie. Bas, reggicalze, bustier. Mani dietro. Sorriso strano. Cetriolo in mano. “Gourmande stasera”. Ginocchio tra mie cosce. Apre comodino. Specchio mostra il suo culo. Carnoso. Fessura oscura. La figa aperta.

Mi porge preservativo. Lo apro. Lei lo srotola sul cetriolo. Gigante. Lo strofina sul seno. Io la tengo per fianchi. Glande sfiora figa. Lei si struscia. Grassa carezza. Si inginocchia. Passa cetriolo tra cosce. Si morde labbro. “Grosso, lo voglio”.

La ribalto. Voglio vederlo entrare. Lei lo guida. Labbra che si aprono. Dilatazione. Piacere perverso. Geme forte. “Cazzo, buono!”.

L’Incendio

“Sì, troia mia, scopati bene”. Bestie di godimento. Lei si alza. Mi blocca braccia. Le lega con cintura accappatoio. Ferma al letto. Determinata. Si impala sul cetriolo. Grognando. Io guardo impotente.

Stringe mio cazzo. Liquido. “Piano”. “Chiudi occhi”. Bacio profondo. Poi punta tra mie chiappe. Sussulto. Fornisce. Dolore. “Lassami fare! Ti scopo il culo. Ti piacerà”. Parole crude. Elettriche. “Lo vuoi, troia”. Spinge. Gemo. Occhi brillanti su mio culo. Mi apro. Gambe spalancate.

Penetra. Orifizio dilatato. Spasmi suoi. Nuove spinte. “Piano!” “Amo questo”. Secousses. Urla mie. Dolore delizioso. Mi eccita la sua violenza. Fessura si apre. Riempie. Formidabile.

Colpo brusco. Grido. “Piano, fa male”. “Passa”. Piacere torna. Sospiri. “Zitta, vicini”. Mi fa succhiare dito. Sensuale. Nuovo urlo. Libera culo. Mi mostra figa fradicia. Dita dentro. Frenetica.

Spezza cetriolo. “Bocca aperta”. Metà dentro, punta su. Mi cavalca al contrario. Culo su faccia. Si impala. Mordi per penetrarla. Vedo labbra aprirsi. Riprende sodomia. Più facile. Mi scopa mentre si scopa. Succhi le sue. “Ti encule, amo”. Sussulti anarchici. Violenti. Si fissa. Orgasmo forte. Grognando.

Bocca sul mio glande. Dita su buco. Succhia golosa. Dolce. Io tra sue chiappe. Eiaculo. Arco. Sperma schizza. Lei lecca asta.

Piacere devastante. Sdraiati testa-piedi. Pelle bruciante. “Che sballo”, bacio fessa. “Che sballo”.

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