Confessione di una Paraplegica: Orgasmo nel Bagno con l’Infermiera

La porta del bagno si chiude piano. Vapore denso. Leila entra, colpisce sempre prima. Pelle chiara, cranio rasato. Occhi che non giudicano. Mi spoglia il kimono. Nuda. Completa. Il mio corpo paralizzato dal basso, ma vivo sopra. Respira con me, dice. La sua voce calma. Io ansimo già. Mani delicate sui miei seni. Sapone che scivola. Caldo umido invade la stanza. Cuore martella. Bum bum. Accelerando. La sua pelle sfiora la mia. Odore di donna. Pulito, forte. Non come il mio, di ospedale e lingette. Mi tende le braccia. Aisselle. Dita stringono le sue. Danziamo. Silenzio rotto dal suo respiro regolare. Il mio? Corto, spezzato. Bachino pulsa. Vuoto. Eppure sale. Un calore dal ventre. Rosso. Tutto diventa rosso. Musica parte. Duettino sull’aria. Callas. Voci che trafiggono. Non rock, ma mi prende. Trance. Mani su busto. Sfiorano capezzoli. Duri. Implorano. Pelle brucia. Sudore misto a vapore. La guardo. Lei sa. Sussurra. Respira. Io non resisto. Gambe morte, ma sesso urla. Urgenza. Voglio lei. Ora.

Le sue dita scendono. Lente. Decise. Sul ventre piatto. Poi più in basso. Non per pulire. Per me. Polpastrello preme. Circonda il clitoride morto? No. Sale. Petto. Bocca. Labbra sulle mie. Bacio selvaggio. Lingue combattono. Sale e pepe. Io gemo. Forte. Mani nei suoi capelli rasati. Pelle contro pelle. Lei mi solleva dal fauteuil. Gambe inerti pendono. Ma torso vivo. Succhia capezzolo. Denti. Dolore piacere. Cuore esplode. Bum bum bum. Veloce. Mani sue tra le mie cosce aperte. Dita entrano. Profondo. Io urlo. Non importa chi sente. Fuoco. Dentro. Fuori. Sudore cola. Schizzi d’acqua. Lei spinge. Ritmo feroce. Io mi inarco. Visceri si contorcono. Orgasmo dal basso? No. Dal cuore. Sale. Tsunami. Mi travolge. Gambe tremano? Fantasia. Ma esplodo. Urlo il suo nome. Leila. Liquidi misti. Vapore nasconde specchi. Solo noi. Selvagge. Io la graffio. Unghie nella schiena. Lei ansima. Viene con me. Corpi appiccicati. Fine del mondo. Fine del dolore.

La Febbre

Acqua ferma. Silenzio. Lei mi asciuga. Piano. Pollice su lacrima. Tu puoi ancora, dice. Io annuisco. Pelle ancora rovente. Battito rallenta. Bum… bum. Calma invade. Kimono addosso. Porta si chiude. Sola. Ma viva. Profumo di sesso nell’aria. Non morte. Non ospedale. Io. Intera. Desiderio non tradisce. Mio uomo? Assente. Ma questo… unico. Bruciante. Voglio ancora. Rischio tutto. Per questo fuoco.

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