Confessione: La Mia Liberazione Selvaggia nella Tenebra della Cale

Fondo di cale. Buio pesto. Il tapis roulant fermo ronza piano. Il marcheur ansima, corpo sudato, catene tese. Io, Sophia, carcan al collo, spalle che urlano. Ma il suo ventre nudo mi chiama. Mano scendo, sfioro la culotte gonfia. Cuore galoppa. Pelle brucia. ‘Vas-y!’, urla lui, voce rauca. Non sente, ma io sì. Desiderio sale, rosso, violento. Seno contro la sua mano legata. Pelle ruvida mi accarezza. Capezzolo duro. Sudore cola tra i miei seni. Voglio il suo cazzo. Ora. Mi inginocchio. Denti tirano giù la stoffa. Emerge, duro, lucido. Venoso, pulsante. Battito mio accelera. Il suo odore maschio mi invade. Nari dilatate. Bocca spalancata. Urgenza mi divora.

Lo prendo. Labbra strette. Lingua gira sul glande. Sale e scende. Lui geme, ‘Putain!’. Sento il suo cuore tramite la carne. Veloce, furioso. Io sudo. Schiene in fiamme per il carcan. Ma non importa. Succhio più forte. Mani sue immobili, frustrate. La mia saliva cola. Il suo prepuzio scivola. Ogni vena pulsa in bocca. ‘Libera-mi!’, implora. Io accelero. Testa avanti-indietro. Gola aperta. Sento l’onda montare. Il suo bacino trema. Catene tintinnano. Mio clitoride pulsa, bagnata fradicia. Pelle accesa. Sudore gocciola sul suo inguine. Vuoto dentro di me. Voglio riempirlo di piacere. Divorarlo.

La Febbre

Esplode. Sette secondi. Sperma caldo mi riempie la bocca. Sale salata, densa. Ingoio. Getti potenti. Tossisce quasi. ‘Désolé!’, grida. Io lecco ogni goccia. Cazzo molle ancora freme. Pelle mia arrossata. Respiro corto. Mi alzo, gambe tremanti. Lui ansima, grato. ‘Merci’. Io tocco il suo petto. Cuore rallenta piano. Ma il mio no. Febbre ancora alta. Sperma in gola mi scalda. Missione quasi compiuta. Nove su dieci. Esausta, ma viva. Pelle freme. Sudore freddo ora. Urgenza svanita. Pace carnale. Torno su. Broc pieno di piscio di Eau. Glielo do. ‘Merci!’, ancora. Io sorrido. Nel buio, ho posseduto la sua estasi. Pelle ancora bruciante. Battito calma. Qualcosa di unico. Vivo. Divorata, ma intera.

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