Confessione di Isabeau: La Regina e il Fuoco di Bosredon
L’Hôtel de Barbette, Parigi, 1416. Notte densa, candele che gocciolano cera sul pavimento di pietra. Io, Isabeau, regina dimenticata da un re folle, sento il calore salire dal ventre. Louis de Bosredon entra. Alto, occhi feroci, mani callose da guerriero. Il cuore mi martella nel petto. Sudore imperla la mia pelle matura, gonfia di gravidanze e piaceri. Lui sorride, predatore. Mi avvicino. Il suo odore maschio mi invade: cuoio, vino, sesso represso. Le dita sfiorano il mio collo. Brivido. La veste scivola, seno pesante esposto all’aria fredda. Respira affannoso. Il mio. Il suo. Gambe che tremano. Lo voglio ora. Tutto. Profondo. Il desiderio rosso mi acceca. Mani sue sul mio ventre morbido. Stringe. Grido soffocato. Bocca sulla mia. Lingue che duellano, saliva calda. Cuore che esplode. Pelle che brucia. Urgenza. Lo spingo sul letto. Cavallo imbizzarrito. Niente re. Niente corte. Solo noi. Febbre che sale. Mani che artigliano la sua camicia. Petto villoso. Batto il cuore contro il suo. Accelerato. Veloce. Sudore che cola tra i seni. Lui ride basso. Mi solleva la gonna. Dita rude tra le cosce. Umida. Pronta. Il mondo gira rosso. Voglio perdermi. Perdere la Francia. Perdere me stessa.
L’incendio divampa. Lo cavalco. Duro. Dentro. Urlo. Carne che sbatte. Sudore che schizza. Il suo cazzo mi riempie. Pulsante. Caldo. Gambe spalancate. Unghie nei suoi fianchi. Spingo giù. Profondo. Finché non respiro più. Bocca sul suo collo. Mordi. Sale salato. Lui mi afferra i fianchi. Grossi. Grassi. Ma suoi. Pompa su. Veloce. Selvaggio. Letto che cigola. Candele che tremano. Fiato corto. Ansiti. ‘Isabeau, troia mia.’ Ringhia. Io gemo. Sì. Troia. Regina troia. Testa buttata indietro. Capelli neri appiccicati. Seni che ballonzolano. Mani sue li strizzano. Capezzoli duri. Dolore dolce. Dentro di me, fuoco. Succhia. Mordo il labbro. Sangue. Mi gira. A pecora. Schiaffo sul culo. Brucia. Entra di nuovo. Più forte. Mano nei capelli. Tira. Cazzo che martella. Prostata del piacere. Urlo. Vengo. Ondate. Spremi lui. Dentro. Caldo. Sperma che cola. Non ferma. Continua. Orgia di due. Sudore ovunque. Pelle contro pelle. Scivolosa. Cuori che battono all’unisono. Folle. Pericoloso. Il re potrebbe entrare. La corte sente. Non importa. Possesso totale. Mi lecca il culo. Lingua bagnata. Dita dentro. Due. Tre. Mi apri. Poi lui. Lento. Stretto. Dolore. Piacere. Piango. Rido. Perdo controllo. Sborra ovunque. Sul viso. In bocca. Ingoio. Salato. Amaro. Divino. Corpi esausti. intrecciati. Fiato rotto. Sudore che raffredda. Ma fuoco resta.
La Febbre
Le ceneri. Sdraiati sul lenzuolo bagnato. Pelle ancora rovente. Tocco il suo petto. Batte piano ora. Il mio pure. Lento. Sazio. Occhi nei suoi. Silenzio pesante. Fuori, Parigi dorme. O complotta. Io ho tradito. Di nuovo. Ma vale. Questo fuoco. Totale. Divorante. Pericoloso. Lui mi bacia la fronte. Tenero. Poi ride. ‘La tua catin.’ Sì. La catin che perde la Francia. Ma salva se stessa. Mani sue sulla mia pancia. Ricchezze date. Gioielli. Tutto per lui. Vale la prigione. La morte. Il sacco nel fiume. Resto qui. Nuda. Marcata. Profumo di sesso. Pelle arrossata. Morsi. Graffi. Unico. Vivo. Il re folle non tocca più. Odette lo calma. Io brucio altrove. Con Bosredon. Orgie future. Feste. Prostitute nei vicoli. Ma questa notte. Questa. Mia. Ceneri calde. Cuore che rallenta. Sonno viene. Sogno rosso. Passione eterna. Isabeau, regina di carne. Non di corona.


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