Confessione Scandalosa: La VHS di Mia Madre e il Mio Desiderio Divorante
L’appartamento è buio, solo il bagliore tremolante della vecchia TV illumina il mio studio. Ho cacciato i miei amici, Ganja, Slimane, Mathys. Le loro risate volgari ancora echeggiano. La VHS ronza nel magnétoscope. ‘Les Voisines se donnent’. La rimetto dentro. Il cuore mi martella nel petto. Sudore freddo sulla nuca. Lei appare. Mia madre. Laure Encash. Non è possibile. Quel culo perfetto, dondolante. Bas résilles, tacchi alti. La camera zooma sulla sua fente. Poils neri, folti, umidi. Il battito accelera. Sento il sangue pulsare nelle vene, giù, tra le gambe. La mia fierté si risveglia, dura, dolorante. Mani tremanti slacciano i jeans. La pelle brucia. Respiro corto. Lei si piega, succhia quel cazzo. Il viso nascosto, ma ora lo vedo. È lei. La mia maman. La Portugaise poilue che abbiamo insultato ridendo. Ora non rido. Desiderio rosso mi invade. Urgenza di possederla. Immagino il suo sapore, salato, proibito. Il cuore tuona. Pelle in fiamme. Non resisto più.
La mano afferra la carne tesa. Veloce, rabbiosa. Schermo: lei cavalca, tette che ballano, sudore che cola tra i solchi. Io pompo, ansimi rauchi. Calore esplode nelle palle. Ogni spinta sincronizzata con i suoi gemiti fasulli. Ma reali per me. Immagino di essere lui. Entro in lei. Profondo. La sua fente magica mi stringe. Poils che grattano il mio pube. Lei urla, ‘Baise-moi!’. Io obbedisco. Sudore bagna il divano. Cuore impazzito, 180 battiti. Pelle bollente, appiccicosa. Lei si gira, offre il culo. Lo apro con le dita mentali. Entro lì, stretto, rovente. Lei ansima, trema. Io spingo, selvaggio. Nessun filtro. Solo istinto animale. Gocce di pre-sperma lubrificano la mia corsa. Urlo il suo nome, ‘Maman!’. Esplosione. Sperma schizza, caldo, abbondante. Colpisce il mio stomaco, il pavimento. Corpo scosso da spasmi. Lei sullo schermo sorride, comblée. Io crollo, esausto, posseduto.
La Febbre
Respiro rallenta. Pelle ancora fremente, umida di sudore e seme. La VHS gira, neve bianca invade lo schermo. Spengo tutto. Silenzio. Cuore torna normale, piano. Senso di pienezza. Unico. Ho vissuto l’inferno del desiderio. Mia madre, non più tabù. Solo donna, carnalità pura. Vergogna? No. Liberazione. Il suo culo, quelle tette pesanti, la fente… Eterni nella mia mente. Mi alzo, gambe molli. Doccia fredda. Acqua lava il peccato. Ma dentro, brucia ancora. Piccola brace. Domani, la guarderò diversa. Con fame. Piacere totale, divorante, pericoloso. Vale tutto.

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