Nuda nel Giardino: La Mia Confessione Esibizionista Notturna

La tenda è un bozzolo umido di sudore. Tre del mattino. Il cuore mi sbatte nel petto come un animale in gabbia. Ho bevuto troppo. La vescica preme, urgenza feroce. Mi agito nel sacco a pelo, la pelle appiccicosa contro il nylon. Esco barcollando, aria fresca mi morde le cosce. Solo canottiera e mutandine. La porta di casa è chiusa. Merda. Rido nervosa, un brivido mi corre dalla nuca alla fica. Il giardino è vasto, buio, haie basse. Lontano, camping-car sul parco oltre la strada. Mi nascondo dietro la tenda. Guardo. Nessuno. Ma l’idea… qualcuno che fissa il mio corpo nudo. Mi bagno. Basso le mutandine. Pisco accovacciata dietro la rimessa. Getti caldi sull’erba. Non mi rivesto. Stringo il tessuto umido in pugno. Nuda dalla vita in giù. Il cuore accelera. Pelle d’oca ovunque. Torno alla tenda gattonando. Dentro, non resisto. Fuori di nuovo. Tiro via la canottiera. Nuda. Totalmente. Seduta davanti all’ingresso, gambe aperte. Vento sul clitoride gonfio. Ascolto il silenzio. Un’auto lontana. Fruscio di foglie. Ogni rumore è una scarica elettrica. Mi alzo. Passi lenti sull’erba fresca. Seni che dondolano liberi. Capezzoli duri come sassi. Mi tocco. Umida, scivolosa. Il desiderio sale, rosso, divorante. Voglio di più. Allontanarmi. Perdere il controllo.

Cammino verso il noyer. Luna piena illumina ogni curva. Ombra sul tronco. Mi fermo. Mani sui fianchi. Fisso il buio. Il garage è lì, venti metri. Corro. Fiato corto. Cuore in gola. Tocco il metallo freddo. Ritorno. Più piano stavolta. Sudo. Gocce tra i seni. Scendo lungo la pancia. Mi fermo al limite del giardino. Strada davanti. Camping-car brillano fioche luci. Gente dorme lì? Mi vedono? Immagino occhi su di me. Fica che pulsa. Attraverso la siepe bassa. Piedi nudi su ghiaia. Dolore acuto. Ignoro. Avanzo sul prato laterale. Più esposta. Vento forte sulle chiappe. Mi giro. Seni esposti al nulla. Corro verso il davanti casa. Nudo totale sotto la luna. Garage toccato. Noyer. Avanti e indietro. Ormai padroneggio ogni metro. Ma non basta. Il campo? No, erba alta taglia. L’altro lato. Verso il parco. La strada. Attraverso. Cuore esplode. Asfalto freddo sotto i piedi. Cinquanta metri di nudità assoluta. Raggiungo il marciapiede. Camping-car vicini. Finestre buie. O no? Un’ombra si muove? Mi acquatto. Tremante. Eccitazione liquida tra le cosce. Mi alzo. Passo accanto al primo veicolo. Ombra mia sul metallo. Enorme, nuda, troia. Mani sui vetri? No. Continuo. Parco buio. Alberi. Mi infilo tra loro. Libera. Corro. Volo. Mi masturbo camminando. Dita dentro. Gemiti soffocati. Orgasmo violento. Gambe molli. Crollo in ginocchio. Erba umida sulla pelle. Sudore e umori. Vivo.

La Febbre

Torno piano. Pelle ancora rovente. Ogni passo un’eco del piacere. Entro nel giardino. Tenda accogliente. Mi sdraio nuda sul sacco. Cuore rallenta. Ricordi bruciano. Il rischio. Il nudo. L’esposizione. Non dormo subito. Mi tocco ancora, piano. Dopo-trema. Domani replicherò. Più lontano. La febbre non passa. Ho assaggiato l’inferno del piacere. E ne voglio ancora.

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