Confessione di Zig: La Renarda Risvegliata nel Mio Desiderio Divorante
Sulla muschio verde e soffice, vicino alla sorgente che glougloutta piano. L’ho branchiata con il cavo USB alla base del collo. Trasferisco tutto: la mia carica neuronale, il mio fuoco interiore. Lei balza in piedi. Occhi gialli spalancati, fessura nera che trema. ‘Puce!’, grida. ‘Sono Puce ora. E tu, Zig?’. Il mio cazzo avatar si indurisce come mai prima. Cuore che martella, non respiro. Pelle che brucia sotto il sole eterno. Lei ride, selvaggia, salta. Gambe nude, interminabili, uniscono le mie. Mi fissa, muso da renarda arrossato, denti bianchi che puntano. ‘Facciamolo, Zig. Ora.’. Desiderio mi travolge. Rosso ovunque. Mani sue sulla mia palla bianca, dita che graffiano. Sento il calore salire, vene che pulsano. Urgenza di possederla, di sfondarla. Lei ansima, voce rauca: ‘Sento tutto. Il tuo odore, sudore digitale che cola.’. Torso nudo, muscoli tesi. La afferro per la vita fine, la tiro giù. Muschio ci accoglie morbido. Bocche non si uniscono, ma lingue mentali sì. Pensieri che si fondono. Lei si struscia, fica bagnata contro la mia durezza. ‘Prendimi, Zig. Perdi il controllo.’. Battito accelera, furioso. Pelle che freme, sudore che imperla il suo pelo rosso. Io gemo, senza bocca, vibrazione pura. Mani ovunque: sui suoi piccoli piedi rossi, su tette sode, su culo tondo. Lei morde aria vicino alla mia testa. Febbre ci consuma. Tutto diventa urgente, divorante.
Puce mi spinge giù. Salta sopra, robe rossa strappata via. Nuda, splendide curve da ventenne. Cazzo mio eretto, enorme, pronto. Lei lo afferra, unghie che pungono. ‘Grande, Zig. Entra in me.’. Scende piano, poi veloce. Fica stretta, calda, che mi ingoia. Urlo interiore. Lei cavalca, selvaggia. Muschio fruscia sotto spinte. ‘Più forte!’, grida. Io spingo su, fianchi che sbattono. Sudore vola, corpi che schiaffeggiano. Calore interno esplode, viscerale. Lei graffia petto mio, lascia segni rossi. Io le afferro tette, pizzico capezzoli duri. Ansiti brevi, ansimi. ‘Ti possiedo, Puce. Mia.’. Lei inarca schiena, muso all’insù, ulula come renarda in calore. Acceleriamo, ritmo furioso. Cazzo pulsa dentro, pareti che stringono. Perdiamo controllo. Lei si gira, a pecorina. Entro da dietro, profondo. Mani su fianchi, tiro forte. Colpi secchi, bagnati. ‘Sì, sfondami!’. Cuori impazziti, sudore che cola tra noi. Lei trema, orgasmo la scuote. Io resisto, poi esplodo. Sborro dentro, ondate calde. Collassiamo, uniti. Incendio ci brucia vivi, sensazioni decuplicate. Nessun filtro, solo carne avatar che trema.
La Febbre
Ceneri calde ci avvolgono. Muschio umido sotto corpi esausti. Pelle ancora bruciante, colla dal sudore e fluidi. Puce accoccolata su di me, muso sul mio torace. Battito rallenta, ma eco del piacere pulsa. ‘Zig, era totale. Divorante.’. Io accarezzo pelo umido, gambe intrecciate. Sorgente fresca lava aria pesante. Sensazione unica: vissuti, senzienti, liberi. Pensi si fondono piano, dopo tempesta. Lei alza muso, occhi gialli morbidi. ‘Ancora?’. Rido dentro, durezza rinasce. Ma aspettiamo, godiamo quiete. Universo nostro ora. Due renardeaux e una palla-bimba verranno. Vita piena, passione eterna. Ceneri? No, brace pronta a riaccendersi.
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