Confessione nel Club: Pilori e Umiliazioni con Ghislaine

Ritornai in quel club privato, cuore in gola, pelle che brucia già dall’anticipazione. L’aria feutrée mi avvolse, oscura, misteriosa. Mi appoggiai al bar, occhi su quelle donne tra i 30 e 50. Una in latex, fianchi larghi, fianchi che ipnotizzavano. Sudore freddo sulla nuca. Paura e voglia mista, pulsazioni accelerate nel petto.

Un uomo mi afferrò i polsi. Manette fredde. Mi trascinò su, in una sala. Panico. Pilori al centro, luce cruda su quel legno antico. Tre buchi: testa, polsi. Fissato al suolo. Mi immobilizzò lì, a quattro zampe, cazzo pendente, culo esposto. Tremavo. Ghislaine emerse dall’ombra. Satin bianco sul seno libero, ventre maturo, gonna cuoio rosso corta, string invisibile, tacchi alti. Occhi neri, dominatori. Mi spogliò con un colpo di frusta sulle chiappe. Nudo totale. Cravache sul corpo. Dietro me, si fermò. Colpo secco sui coglioni. Dolore esplose, accecante. Gambe che cedono, ma resisto. ‘Prossima volta, stringi le gambe’, voce secca. Testa e mani nel pilori, chiuso a chiave. Manette alle caviglie. Imprigionato. Culo offerto. Cuore martella furioso.

La Febbre

L’uomo atletico nudo avanzò. Muscoli tesi, cazzo molle ma familiare. Si masturbò davanti, mano rude, bassin ondulante. Cresceva, grosso, venoso. Mi afferrò i capelli. ‘Suce.’ Bocca aperta, invade. Primo cazzo in bocca. Caldo, pulsante. Testicoli sbattono sul mento. Lingua che gira, inesperta. Mio cazzo duro, traditore. Una mano sulle mie palle. Paura. Anulare sul culo, gira, penetra lieve. Piacere monta, prostata accesa. Ma poi stringe. Coglioni schiacciati, rotolati. Dolore moltiplicato, urla soffocate dal cazzo in gola. Lui pompa feroce, sperma caldo, acre, ingoiato forzato. Gocce in gola, bruciore.

L’Incendio

Ghislaine ride. ‘Ti piace con gli uomini, eh? Il matrimonio l’hai consumato?’ Nuovo uomo, maturo, cazzo eretto. Lei davanti, mani sul pilori, gonna alzata. Fianchi larghi afferrati. Penetra lei di colpo. Occhi nei miei. ‘Non mi toccherai mai.’ Corpo ondula, seni liberi nel satin, capezzoli duri. Colpi profondi, lei ansima piano. Io guardo, frustrato, cazzo che pulsa invano. Lui la riempie, lei esplode con lui, orgasmo simultaneo. Si ritira, lei si ricompone. Fredda.

Le Ceneri. Mi libera. Dolore sordo tra le gambe, bocca appiccicosa di sperma. Mi dà pantaloni cuoio moulant. Botta evidente sul pacco, cuoio tra le chiappe. ‘Adatto al tuo status.’ Esco così, frustrato, non ho goduto, non l’ho toccata. Pelle ancora calda, battito irregolare. Ma voglio di più. Lei mi possiede.

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