Confessione di un Vecchio Indegno: La Carne Fresca di Pattaya
La suite dell’hotel a Pattaya puzza di salsedine e lussuria. Sudore cola dalla mia schiena raggrinzita. Ho ottant’anni, ma il cazzo mi pulsa come da ragazzo. La porta si apre. Entra lei, diciannove anni, thailandese, pelle olivastra lucida, occhi neri come pozzi. Minigonna attillata, tette sode che sfidano la gravità. Mi guarda, sorride professionale. Cuore mi martella nel petto. Mani tremano. La voglio. Ora. La afferro per il polso. Pelle calda, setosa. La tiro a me. Odore di gelsomino e sudore giovane. Bocca sulla sua. Lingua che invade. Lei geme piano. Le strappo la gonna. Mutandine minuscole. Le infilo la mano dentro. Bagnata. Pronta. Il mio battito accelera. Sangue ribolle. Vecchio corpo trema di urgenza. La spingo sul letto king size. Finestra aperta, rumori della notte tropicale. Cigarette lontane, risate ubriache. Ma qui, solo noi. Le succhio il collo. Pelle salata. Mordo. Lei ansima. Mani sue sul mio cazzo duro attraverso i pantaloni. Lo tiro fuori. Venoso, pulsante. Lei lo guarda, lecca le labbra. Desiderio mi acceca. Rosso ovunque. La spoglio nuda. Corpo snello, fianchi larghi, fica rasata. La giro. Culo perfetto. Schiaffeggio. Rosso. Geme forte. Cuore mio esplode. La voglio possedere. Totalmente.



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