Confessione alla Stazione: il Camionista che mi Ha Presa

La stazione di servizio buia. Fine novembre. Freddo umido che mi punge la pelle. Esco dall’auto, jauge d’essence all’orange. Paura del nero, sempre. Ma stasera, qualcosa brucia dentro. Il semi-remorque ruggisce alla pompa camion. Silhouette massiccia del conducente. Occhi acuti che mi squadrano alla cassa. Cuore che martella. Accelerato. Pelle calda sotto il cappotto.

Finisco il pieno. Lui entra nel negozio. Io lo seguo. Vicini. Il suo odore: sudore, cuoio, strada. Mi guarda. Lungo. Profondo. Esco. Lui parte. Non verso la strada. Gira. Parcheggia sotto gli alberi. Luci lampeggiano. Due volte. Segnale. La donna nell’ombra della sua auto si muove. Veloce. Sfila dietro la boutique. Sale nel camion. Cabina illumina il suo viso. Capelli castani. Gonna dritta. Scarpe basse. Sale. Porta si chiude. Sparita.

La Febbre del Desiderio

Io fermo. Fisso. Intrigata. Invidiosa. Il mio corpo trema. Non di freddo. Calore sale dal ventre. Sudore tra le cosce. Immagino me al suo posto. Vendermi. Per soldi. Per pericolo. Per quel vuoto che mi divora. La muraille crolla. Pulsazioni veloci. Mani sudate sul volante. Cuore rimbomba. Rosso ovunque. Desiderio divorante. Acceleratore. Non vado a casa. Torno indietro. Parcheggio nell’ombra. Luci spente. Aspetto.

Il camion resta lì. Ore? Minuti eterni. Esco. Gambe molli. Gonna stretta. Bas. Niente mutande, stasera. Impulso. Avanzo. Luci della pompa lontane. Buio fitto. Bushes dalla fiume sussurrano. Paura mista a eccitazione. Cuore impazzito. Pelle in fiamme. Busso al camion. Porta si apre. Lui. Massiccio. Sorriso lento. Occhi famelici. “Entra.” Voce gravel. Obbedisco. Cabina calda. Odore di sesso recente. Lei è andata. Mio turno.

Dalle Ceneri al Fuoco Eterno

Mani sue su di me. Dure. Calde. Mi strappa il cappotto. Bocca sulla nuca. Morso. Geme. Io ansimo. “Combien?” Sussurro. “Cinquanta.” Annuisco. Soldi sul cruscotto. Mi gira. Schiaccia contro il sedile. Gonna su. Fianchi nudi. Dita ruvide tra le gambe. Bagnata. Urgente. Lecca il collo. Cuore esplode. Pelle brucia. “Puttana.” Sì. Sì. Mi spinge giù. Ginocchia sul pavimento sporco. Zip aperta. Cazzo duro. Enorme. In bocca. Gola piena. Succhio. Fame. Mani nei capelli. Spinge. Profondo. Lacrime. Piacere.

Mi solleva. Sul sedile. Gambe aperte. Entra. Selvaggio. Nessun filtro. Colpi violenti. Seni balzano. Urlo. Dolore dolce. Possesso totale. Sudore cola. Pelle scotta. Battito sincronizzato. “Prendimi.” Geme. Accelerazione. Ventre contrae. Orgasma squarcia. Vago. Grida. Mi riempie. Caldo. Dentro. Tremi. Crollo. Esausta. Bruciante.

Lui si ritira. Pantaloni su. Soldi? Li lascia lì. Scende. Va. Io resto. Pelle ancora fremente. Gambe tremanti. Fiato corto. Gocce di sudore fredde ora. Cuore rallenta. Piano. Senso di pienezza. Vivo. Unico. Esco. Auto. Mani sul volante. Sorrido nello specchietto. Labbra gonfie. Occhi lucidi. Non pentita. Desiderio soddisfatto. Pericoloso. Totale. Torno a casa. Moglie. Madre. Ma dentro, puttana. Per sempre.

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