Confessione Proibita: Il Fuoco con Zia Ghislaine nello Studio sul Mare

Arriviamo allo studio sulla costa, sole cocente che brucia la pelle. Ghislaine apre la baia vitrata, stende il transat sulla terrazza minuscola. Si sdraia, gambe bronzate che luccicano di crema solare. Io riarmo contatori, frigo che ronza. Esco, la vedo da dietro. Petto gonfio che preme contro il tessuto sottile della robe orange. Cuore che martella. Sudore cola lungo la schiena. ‘Che si fa in attesa?’ sospiro. Lei, voce mielosa: ‘Mostrami i tuoi talenti da massaggiatore’. Mani sul collo, spalle tese. Pelle calda, profumata di vaniglia e sole. ‘Hummm, che buono’. Scendo sui braccia, sfioro i lati dei seni. Lei non si muove. Respira più forte. Il mio cazzo si indurisce nel short. La febbre sale. Mani audaci, palmo sui tette sode. Bonnet D che implora. Lei geme piano, gira la testa, labbra socchiuse. Bacio umido, lingue che si divorano. Saliva calda, cuori impazziti. Cuisses aperte, invito muto. Dito scivola sotto la gonna, panty bagnato. Intimità gonfia, succo che cola. Lei ansima nella mia bocca.

La trascino dentro. Contro di me, mani sul culo tondo. ‘Da tempo voglio palparlo’. Lei mi spinge sul divano. Short giù, cazzo libero. Lei in ginocchio, occhi famelici. Bocca calda avvolge la cappella, suzione stretta. Lingua vortica, ingoia tutto. Piacere che trafigge, vene pulsanti. Mi fermo, non voglio finire. Lei sul divano, gambe spalancate. Panty via, fica pelosa fradicia. Bocca sul clito, lingua che scava. Lei urla, mani nei miei capelli. ‘Ahhh, continua!’. Leccata fino all’ano, lei trema. Lubrifica tutto. Mi alzo, prendo caviglie. Cazzo contro fica. ‘Basta, scopami profondo!’. Penetro secco, fino in fondo. Calore stretto, pareti che stringono. Pesto lento, colpi violenti. ‘Ti piace, zia troia?’. ‘Sì, parlami sporco!’. Esco, cappella sull’ano. Spingo piano, si apre. ‘Nooo… sì, inculami!’. Dentro piano, poi tutto. Culo viscido, ritmo feroce. Peso su di lei, caviglie alle orecchie. Buco spalancato, sperma che ribolle. Accelero, esplodo dentro. Spasmi infiniti, lei contrae.

La Febbre

Resto dentro, cazzo molle nel suo culo colmo. ‘Non uscire, lo sento’. Pelle appiccicosa, sudore misto. Respiro calmo, corpi uniti. Lei si gira, mi lecca pulito. Bocca affamata sul mio uccello esausto. ‘Ancora?’. ‘Certo, questa è solo l’inizio’. La guardo, occhi sazi ma affamati. Il resto della vacanza? Fuoco puro. Ogni tocco, rischio, possesso. Pelle che brucia ancora, battito che ricorda l’urgenza. Qualcosa di unico, divorante. Pericoloso. Vivo.

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