Confessione nelle Docce del Campeggio: La Febbre del Sangue

Saint Bertrand de Comminges. Campeggio isolato. Tenda umida. Caroline si struscia contro di me. Pelle moite di sudore. Mani sotto la mia chemisette. Labbra audaci. Mi bacia come mai prima. Mano sul mio culo alla cassa del supermercato. Io, stupito. Lei, sempre riservata. Ora, famelica.

Sera. Si blottisce. Pot de crème Mont Blanc. ‘Sei intraprendente oggi.’ Lei si irrigidisce. Poi, si allontana. Vaisselle sola. Torna. Sfugge il mio sguardo. Sdraiata sul tappeto. Schiena inarcata. Mano che accarezza se stessa. Provocante. Irresistibile. Io, mots fléchés dimenticati. Mano su fianchi. Bacio nuca. Gambe nude. Sotto il top. Tra cosce serrate. Lei si tende. Ginocchia si aprono. Invito.

La Febbre

Cuore che pompa. Pelle che brucia. Due dita dentro. Umido. Caldo. Lei sul ventre. Non si spoglia. Seno stretto. Gambe intrecciate. Short. Bottone. Urlo di angoscia. Si ritrae. Piange. Io, cauto. Spalle solo. ‘Ti amo. Dimmi tutto.’ ‘Non capirai!’ Tigresse. ‘Ho le regole, idiota.’

Stupore. Non dolore. Voglia. Fame sessuale. Insaziabile. Si masturba. Fino al dolore. Dopo vaisselle. Dita sotto naso. Odore: sangue, eccitazione, Paic citron. Metallo. Muschio. Intenso. La tengo. Erezione preme su glutei. Dura. Dolorosa. Mano tra cosce. Short. ‘Non qui.’ Occhi implorano. Seguo. Docce. Gente fuori. Volley con shampoing. Accalmie. Cabina stretta. Corpi sfiorati.

Febbre sale. Respiro affannoso. Pelle freme. Urgenza. Possesso.

Bacio divorante. Camicia slacciata. Short giù. Culotte. Tampone sanguinolento. Riculo. Poi, pelle nuda. Vince. Lei mi divora. Bocca vorace. Mani fiebrili. Io, caresse disordinate. Sesso bagnato. Liquido. Odore acre. Enivrante. La plaqua contro piastrelle umide. Entro. Sospirone. Profondo.

Lento? No. Precipitato. Dolce? Brutale. Attento? Egoista. Lei morde spalla. Trattiene urla. Spinte violente. Sudore cola. Cuori rimbombano. Pelle slap. Sangue lubrifica. Ecume rose. Labbra tese. Gambe tremanti. Io, perso. Lei, crucifissa. Geme. Ansima. Io esplodo. Caldo dentro.

Scivolo a terra. La guardo. Linee rosate su cosce. Filet di lussuria. Buisson selvaggio. Voglia di mordere. Leccare. Fonte. Violenza sensi. Lei, calma. Si riveste. Altra cabina. Io, acqua fredda. Punizione? Visione acqua tinta rosa. Banda di nuovo. Dolore.

Resto sotto getto. Anestetizzato. Asciugatura tenda. Ridicolo. Ritorno. Parliamo. Convivenza. Evidente. Lei accetta bestialità. Fiducia. Io, sbalordito. Proposta settembre.

Abitudine. Tre giorni al mese. Frénésie. Odore solo basta. Ecume rose mi trasforma. Bête. Dita, tre, pugno. Lei solleva bacino. Offre. Lecchio dita. Metallo. Poi lingua fonte. Degusto. Delizia schifo. Tutto oso. Lei, inibizioni zero.

L’Incendio

Venti sette giorni tenerezze. Luci spente. Missionario sage. Tre giorni bestie. Pilule regola weekend.

Due anni dopo. Bambino. Logico. Stanco? No. Nausée. Massaggi. Baci. Gentil.

Ma angoscia. Letto bimbo. Elefanti sinistri. Apparecchi ingombranti. Nervi tesi. Lei, eco.

Corso padri. Altri estasiati. Io, astratto.

Parto. Dolore. Sudore. Stringe mano. Io, cafétéria. Café. Fuggo.

Sala. Gambe aperte. Cambra come offerta. Canette cade. Casa. Valigia. Lapin peluche. Madre felice.

Telefono notte. Padre.

Ceneri calde. Pelle brucia ancora. Unico. Pericoloso. Noirceur mia. La cerco.

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