Confessione Scandalosa: La Terapista di Budapest che mi ha Fatto Esplodere
Nello studio di Antonia a Budapest, ultima sessione. L’aria densa, umida di estate orageuse. Siedo sul divano, mano bendata esposta. Lei sul pallone gonfiabile, gambe aperte, cuoio capelluto biondo-arancio legato stretto. Mani sottili, potenti. Massaggia la palma, cicatrice che pulsa. Pressione sale. Cuore accelera. Sudore imperla la sua nuca. Occhi timidi, ma corpo vivo. Sorrido, arrossisco. Lei piega la gamba, allunga l’altra sul divano. Cosce spalancate. Non guardo. O sì? Vertigine. Parestesia svanisce, sostituita da calore basso ventre. Lei interrompe, allunga gambe sul mio grembo. Si china. Mani più feroci. Dolore delizioso. Pollice opposto, esercizi. Progressi. Ma erezione preme. Urgenza. Fine sessione. Prende la mia altra mano, mi invita a alzarmi. ‘Thank you so much, Antonia’. Abbraccio improvviso. Lei trema. Io la stringo. Labbra su palpebre, collo, nuca. Perle di sudore salate. ‘I have a shower’. No. Bacio profondo. Odore coriandolo-latte, aspro-dolce. Lei ansima. Cuori martellano. Pelle rovente. Mani ovunque. Pulsazioni violente.
Lei mi spinge contro il divano. Gambe divaricate sul mio viso. Bocche voraci. Dita scavano palmo ferito, ma piacere annega dolore. Mutande strappate. Cazzo eretto, vene gonfie. Lei lo afferra, unghie conficcate. Succhia, gola profonda. Saliva cola. Io lecco figa bagnata, umida di desiderio represso. Sale su di me. Scivola giù lenta, poi feroce. Muri tremano di spinte. Sudore mescola. Battiti sincronizzati, furiosi. ‘Più forte’. Unghie graffiano schiena. Capelli sciolti, cascata bionda su tette sode. Nippoli duri, rosse. La ribalto. La penetro da dietro, palla sotto ginocchia. Culi urtano. Schiaffi sonori. Lei urla muti, occhi sbarrati. Orgasmos la squassa. Io resisto. Ritmo bestiale. Pelle arrossata, scivolosa. Profumo sesso, muschio. Lei gira, cavalca. Pollici premono clitoride gonfio. Gambe tremanti. ‘Vengo’. Io dentro, esplodo. Fiotti caldi la inondano. Corpi collassano. Fiati rotti.
La Febbre
Ceneri calde. Pelle ancora bollente, appiccicosa. Lei accasciata su petto, cuore rallenta piano. Baci pigri, languidi. Dita intrecciate, pollice mio finalmente vivo. Sorriso ebbro. Occhi persi in cielo di calma. Sudore asciuga, lascia sale. Lei sussurra suoni ungheresi. Io annuisco. Momento eterno. Corpi esausti, ma appagati. Unici. Lei si alza, gambe molli. Doccia insieme? No. Ultimo abbraccio. Vesto, mano libera. Esco, aria fresca punge. Ricordo inciso: febbre, incendio, ceneri. Piacere totale, divorante, pericoloso. Vita sognata, vissuta.
Post Comment