Confessione Scandalosa: La Mia Notte Ardente con il Vescovo nella Cura di Gnancucu

Gnancucu, inverno 1950. La cura gelida. Io, Louise, vedova del sindaco morto tra le cosce di Josie. Entro qui per necessità. Pulisco, lavo i panni di Ildéfonse. L’odore del suo sesso represso mi infiamma. Cuore che tuona. Mani tremanti sui suoi indumenti. Lui, trentenne catalano, occhi neri, corpo atletico. Resiste. Io brucio.

Febbraio. Fuoco spento nella sua stanza. Busso alla mia porta, tremante nella camicia da notte. ‘Louise, ho freddo.’ Lo tiro nel mio letto stretto. Pelle contro pelle. Seni pesanti sul suo dorso. Si gira. Il suo cazzo eretto mi preme il ventre. Duro. Bollente. ‘Scusa, la carne è debole.’ Lo afferro. ‘Taglia il mio digiuno.’ Lo infilo dentro, con capote. Geme. Spinge violento. Fondo uterino trafitto. Orgasmi mi squassano. Sudore misto. Lui esplode. ‘Cochon.’ Dormiamo avvinti.

La Febbre

Giorni di fuoco. Unico camino acceso. Capote scarseggiano. ‘Proviamo il culo.’ Beurre dalla latteria. Bagni caldi. Tête-bêche. Lecco il suo goupillon. Lui divora la mia fessura. Lingua sul clitoride. Squirt nella sua bocca. Dito nel mio ano. Canzone della bergère. Poi il suo cazzo lubrificato. Dolore lancinante. Gland che forza. Poi piacere oscuro. ‘Remue la mia turbina a merda.’ Vengo di nuovo. Sperma caldo nei miei intestini. ‘Amo Sodoma.’

Natale vicino. Monseigneur arriva. Vescovo grassoccio, occhi lussuriosi. ‘Bella serva.’ Ildéfonse confessa i nostri peccati. ‘Prestamela stanotte.’ Io sento tutto. Cuore impazzito. Tremore alle gambe. Pelle che arde. Lui mi vuole. Io curiosa. Desiderio sale. Febbre rossa. Mani sudate. Soffio corto. Urgenza di possesso. Vado nella sua stanza. Genuflessione. ‘Vostra Eccellenza.’ Sorriso predatorio. ‘Chiudi la porta.’

L’Incendio

Mi spoglia. Mani esperte. Seni liberi, capezzoli duri. Bocca sul collo. Cuore galoppa. Pelle in fiamme. Mi getta sul letto. Capote già pronta. ‘Apriti.’ Gambe spalancate. Cazzo vescovile, spesso, venoso. Entra piano. Riempie. Geme rauco. Io ansimo. ‘Più forte.’ Spinge selvaggio. Letto cigola. Sudore cola. Natiche schiaffeggiate. Clitoride sfregato. Orgasmo mi travolge. Urla soffocate. Lui accelera. ‘Troia del curé.’ Esplode dentro la gomma. corpi collassati. Fiato corto.

Ceneri calde. Pelle ancora bruciante. Sperma nel preservativo. Lo lecca dalle mie labbra. ‘Peccato divino.’ Rido piano. Gambe molli. Intestini caldi di memorie sodomiti con Ildéfonse. Jeannot sposerà Josie. Bambino felice. Io, perla della cura. Desiderio domato, ma pronto a riaccendersi. Ho vissuto l’inferno del piacere. Totale. Divorante. Pericoloso. Dio perdona?

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