Confessione Scandalosa: La Branlette Divina della Mia Ex Suocera
Nella penombra della camera ospiti, nella vecchia casa di Francine, esco dalla doccia. Capelli umidi sul collo. Schiena gocciolante. Freddo ovunque, tranne lì, dove il sangue pulsa già. Canto una hit degli anni ’80, voce bassa. Mi giro. Lei è lì. Soglia della porta. Silenziosa come un’ombra. Gilet verde lungo, lana spessa. Un solo bottone al ventre. Sotto, gonna floreale scura. Gambe nude. Pantofoline bianche con pelliccia.
Cuore martella. Forte. Veloce. Sono mezzo nudo. Solo t-shirt bianco, scollato. Muscoli tesi dalla giornata. Cosce dure dalla corsa. Capelli lunghi sui pettorali. Caleçon sul letto, a un metro e mezzo. Vesto da corsa sul bureau. Mi volto per afferrarlo. Lei avanza. Silenzio felino. Due secondi. Gilet sfiora retro coscia sinistra. Morbido. Caldo. Profumo floreale invade. Dolce. Intimo. Tétanisé.
La Febbre
Mano destra sua, dalla tasca. Si posa su coscia destra. Sale piano. Ferma sotto ombelico. Pelle seta. Calore invade. Si appiccica al mio dorso. Piena. Tutta. Batto. Duro. Dieci secondi. Niente di più. Mesi senza. Solo mani mie. Solitarie. Insufficienti. Trique tonante. Lei sa.
Mano destra sua tocca ombelico. Palmo sfiora glande gonfio. Spasmo. Scivola in basso. Sinistra sotto t-shirt. Da anca a petto. Sensualità pura. Prigioniero. Fantasmi passati su di lei. Realizzati. Ruoto lento. Mani sue su fianchi. Faccia a faccia. T-shirt alzato. Glande nuda contro lana gilet. Frizione elettrica. Bacio lungo. Caldo. Cavo collo. Sorriso. ‘Ereintato?’ Voce morbida. ‘Gêné…’ ‘Grazie mio modo.’

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