Confessione Scandalosa: La Boca che ha Divorato la Mia Gelosia alle Feste di Dax

Era l’estate. Venticinque anni fa. Le feste di Dax pulsavano. Musica in ogni vicolo. Fiumi di birra. Sudore sulla pelle. L’avevo incontrata due settimane prima. Ventuno anni. Capelli neri lunghi. Pelle bruna dorata dal sole. Magra, snella come una liana. Piccola, ma selvaggia. Ribelle. Occhi neri che trafiggevano. Ci eravamo scopati la prima notte. Unione perfetta. Desiderio insaziabile. Ma giocavamo. Io con la mia ex a Bordeaux. Lei fingeva distacco. Parlava di ex. Io gonfiavo le mie conquête. Orgoglio stupido. Gioventù idiota.

Ogni giorno sulla spiaggia. Stesso posto. Come per caso. Quella notte, Dax. Lei in ballerine bianche. Jeans stretto. Camicetta bianca aperta. Niente sotto. Petti piccoli, sodi. Ballava con tutti. Il suo corpo ondulava. Risate. Io la guardavo. Cuore che martellava. Poi ballavo altrove. Non volevo sembrare appeso. Amici non dovevano sapere.

La Febbre

Rientro alle quattro. Ubriachi. Irritati. Lungo l’Adour. L’aria umida. Odore di fiume e sudore. Le urlo il suo comportamento. Lei: libera. Non sposati. Fa quello che vuole. Litighiamo. Un tipo ci chiama. Nel giardino. Quarantenne. Cicciotto. Barcollante. Jovial. Dice lei è bella. Festa. Non litigare. Prestamela. Io, rabbia: chiedi a lei. È libera.

Lei mi fissa. Occhi neri fiamma. ‘Scherzi?’ ‘No. Prova.’ ‘Non spingermi.’ ‘Vai. Ti guardo.’ Sguardo fisso. Nessuno cede. ‘Ok, voluto tu.’ Entra nel giardino. Lo spinge dietro un albero. Lo butta giù. Gli cala i pantaloni. Libera il cazzo. Si slaccia la camicia. Si piega. Succhia. Testa che sale e scende. Grugniti dell’uomo. Io ipnotizzato. Non eccitazione. Shock. Non lei. Cuore in gola. Pelle che brucia. Non muovo.

Lui viene presto. Saulo perso. Lei si alza. Riallaccia. Lui resta lì. Cazzo all’aria. Inerte. Lei, sfida negli occhi. Ripariamoci. Silenzio.

In auto. Tensione densa. Accelerò. Lei: troppo veloce. Freno. Devio nel bosco. Strada sterrata. Fermi. Scendo. Apro sua porta. Esce. Sa. La giro sul cofano. Notte umida. La spoglio. Dietro. Non vedo viso. Jeans aperto. Entro. Secco. Violento. Niente carezze. Solo possesso. Pesto. Sudore cola. Cuore rimbomba. Vengo. Risalgo.

Lei raccoglie vestiti. Nuda in auto. Si riveste. Silenzio tombale. La lascio sotto casa genitori. Fine.

La Febbre saliva. Pelle rovente. Battito furioso. Urgenza di marchiarla.

L’Incendio

L’Incendio divampò. Bocca su estraneo. Mio cazzo in lei. Crudeltà pura.

Domani spiaggia. Dormo. Lei chiama. Attraverso occhiali da sole. Adolescente in colpa. Capezzoli turgidi. ‘Finito?’ Pausa. ‘Non necessariamente.’ Si inginocchia. Mano mia. Parla veloce. ‘Non baciato. Non scopato. Niente. Ti volevo punire. Perché mi lasci fare? Non scopo facile. Mai come con te. Dì qualcosa. Non solo estate. Tornerai da lei? Io umiliata. Difendo. Stanca fingere. Ho bisogno. Resta.’ Piange. Lacrime su sabbia.

La prendo. In mare. Acqua fresca. Sale purifica. Si stringe. Seni duri contro me. Bacio. Lingua salata. Stesso gusto. ‘Basta parlare.’ Risaliamo. Gente sorride. Litigio lovers.

Da lì, serio. Sera. Faccio l’amore. Mi guarda venire. ‘Ti amo.’ No giochi. Coppia. Chiamo ex. Finito. Adulto ora.

Vivemmo insieme. Quattro anni. Ora sposata. Figli. Tabù quella notte. Vorrei rivederla. Dirle: niente. Ma noi, tutto.

Le Ceneri. Pelle ancora calda. Cuori calmi. Unico. Vivo.

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