Confessione nel Quartiere della Stazione: Fuoco e Sudore Proibito

Quartiere della stazione. Aria densa di umidità e segreti. Parcheggio l’auto. Finestrino giù. Una voce taglia il silenzio: «Vieni, tesoro?». Lei si china. Mani sul bordo della portiera. Corsage slacciato. Areole scure, turgide, mi fissano. Cuore martella. Sudore alla nuca. Non volevo consumare. Solo parlare. Indagine sulla prostituzione. Ma il sangue pulsa altrove. Accettiamo il prezzo. La seguo. Scala tortuosa, nauséabonda. Piedi appiccicosi sul gradino. Camera buia. Letto sfatto. Pago in anticipo. Lei si spoglia. Pelle pallida, curve che chiamano. Le dico: voglio solo parlare. Capirti. Lei ride. Occhi che scrutano. «Giornalista? Poliziotto? Prete?». No. Perché fate questo? «Soldi, idiota. Non piacere». Ma il mio cazzo si indurisce. Lei lo nota. Ride ancora. «Meglio scopare che chiacchierare». Preferisci che ti scopi? Sì. La guardo. Labbra gonfie. Fianchi larghi. Desiderio sale. Rosso. Febbre. Cuore rimbomba nelle tempie. Pelle brucia. Voglio possederla. Urgenza. Mani tremano. Lei si avvicina. Odore di fumo e sesso vecchio. Mi spinge sul letto. «Smetti di pensare». Bocca sulla mia. Lingua invasiva. Mani sul mio petto. Pulsazioni accelerate. Sento il battito nel cazzo. Gonfio. Pronto. Lei slaccia i pantaloni. Lo prende. Caldo. Umido. Succhia. Labbra strette. Lingua vortica. Geme. Io ansimo. Sudore cola. Gambe aperte. La tiro su. La giro. Culo alto. Entro. Calore avvolgente. Stretta. Umida. Spingo. Forte. Lei grida. Sì. Più forte. Pelle schiaffeggia pelle. Cuori impazziti. Sudore bagna i lenzuoli. Unghie nella schiena. Mi graffia. Perdo controllo. Pesto. Profondo. Lei trema. Mura intime pulsano. Vengo vicino. Lei rallenta. Sa dosare. Non ancora. Gira. A cavalcioni. Seni ballano. Succhio capezzoli. Duri. Sale e scende. Cazzo affonda. Gemiti rauchi. Sudore mischiato. Odore di noi. Intensità pura. Divorante. Pericolosa. Esplodo. Dentro. Caldo spruzzo. Lei contrae. Viene con me. Urla soffocate. Corpi collassano. Pelle ancora rovente. Respiro affannoso. Lei ride piano. «Visto? Meglio del parlare». Mi vesto. Esco. Strada umida. Incontro altri. Studente. Parla di professioniste. Cazzo che reagisce. Controllo eiaculazione. Militare ubriaco. «Vidi le couilles! Epilée completamente. Labbra gonfie, brunastre». Ride. Io penso a lei. La mia. Poi lei riappare. Con altro cliente. «Enquête avance?». Sì. Mi racconta la prima volta. Debiti. Ristorante. Culotte tolta davanti tutti. Mac. Jimmy. Mi prende contro lavabo. Verifica. Primo cliente. Vecchio. Pila. Soldi. Si lava. Jimmy urla: «Una volta al giorno!». Fotto seco mischiato. Ora capisco. Sorelle. Ma quel fuoco. Unico. Pelle brucia ancora. Ho vissuto. Perso controllo. Vale tutto.

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