Confessione del Parrino: La Filleule di 18 Anni e il Fuoco Proibito al Mare
Nella mia residenza secondaria al mare, l’aria salmastra si mescola al calore della pelle. Pauline, mia filleule da sempre, ha compiuto diciotto anni. I suoi genitori partiti, lei e Charlotte restano con me. Si toglie il top del bikini. Seni sodi, capezzoli turgidi sotto il sole. Charlotte imita. ‘Parrain, siamo libere’, dice ridendo. Cuore mi martella nel petto. Provo a rimproverarla. ‘Copritevi.’ Lei, nuda del tutto, mi sfida. ‘Fessée, allora?’ Volto le spalle, ma il sangue pulsa.
Giorni di nudità totale. Camminano per casa, corpi perfetti esposti. Fianchi sinuosi, glutei tesi. Io resisto, docce fredde. Sudore freddo sulla schiena. Ogni sera, occhiate ambigue. ‘Ti amo, parrain’, sussurra Pauline. Parla di verginità da offrire. ‘Ho aspettato te.’ No, ripeto. Ma il desiderio sale, rovente.
La Febbre
Ultimo giorno. Champagne sulla pelouse, coperta come picnic. Boccale dopo boccale, testa leggera. Joint passa di mano. Tiro, inspiro. Nuvole nel cervello. Pauline accarezza seni di Charlotte. ‘Baciali, parrain.’ Lei avvicina il petto. Labbra morbide, capezzolo duro in bocca. Succhio piano. Mano di Pauline nel mio boxer. Cazzo eretto, vene gonfie. Tutto gira. Oscurità.
Risveglio nel letto, nudi intrecciati. Pauline sorride. ‘Grazie, mi hai sfondata ieri. Ma rifallo meglio.’ Foto minaccia. ‘O mostro ai genitori.’ Labbra sulle mie, lingua bagnata. Sconfitto, la ribalto. Pelle bollente contro la mia. Cuore impazzito, sudore che cola tra i seni. Le entro piano, vergine stretta. Urla di piacere. Spingo forte, possesso totale. Gambe avvinghiate, unghie nella schiena. Batte il cuore all’impazzata, fiato corto. La scopo selvaggio, corpi schiaffeggianti. Vengo dentro, lava rovente.
L’Incendio
Charlotte guarda, occhi famelici. La prendo uguale. Bocca esperta ieri sera, ma ora fica bagnata. La penetro, seni che rimbalzano. Pauline si unisce, lecca il clitoride dell’amica. Io domino, sudore ovunque. Poi ordino loro di leccarsi. Lingue intrecciate, gemiti rauchi. Dita dentro, umori che colano. Le scopo a turno, urgenza animale. Pelle arrossata, odore di sesso. Ore di frenesia, corpi esausti.
Ceneri calde restano. Pelle ancora fremente, ricordi marchiati. Giorni rimasti: solo sesso. Pauline mia, cavalcata furiosa. Charlotte sottomessa, lecca palle mentre scopo l’amica. ‘Carpe diem’, penso. Non dirò ai genitori. Pauline ride: ‘Diremo lesbiche.’ Dubito. Ma il piacere totale, divorante, pericoloso. Vale tutto. Cuori lenti ora, ma braci ardono. Vita unica, vissuta.



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