Confessione di una Jogger Matura: Devastata dal Desiderio del Bel Atleta
Quel mattino sulla costa, durante il mio jogging rituale, sentivo un’intuizione strana. Le gambe lunghe e toniche spingevano, il top stretto sui piccoli seni sodi, lo short che accarezzava il mio culo muscoloso. Il cuore già accelerato dopo il sesso col marito. Lui mi aveva penetrata, ma nella mente balenavano altri uomini. Pensieri fugaci, desideri umidi che mi facevano scivolare sul suo cazzo. Lui insisteva: ‘Libera i tuoi desideri, immagina un altro’. E io, eccitata, non lo respingevo più.
Arrivai al virage solito. Niente. Vuoto. Gambe molli. Mi sedetti sul banco, prima volta mai. Sola, devastata. Poi, lo vidi. Silhouette perfetta, muscoli tesi, pelle sudata. Lo fissai, cuore in gola. I nostri sguardi si incrociarono. Sorriso complice. Lo superai, occhieggiando il suo pacco teso, le cosce potenti.
La Febbre
Tornò indietro. Si sedette accanto. Odore di sudore e profumo. ‘Sei bellissima’, disse. Voce calda. Propose un caffè. Alla terrace, mano nella sua, grande e calda. Picotii nel basso ventre. Sudore fresco sulla pelle. Arrossii. ‘Vuoi venire da me?’, chiese. Sorrisi, strinsi la mano. Testo al marito: ‘Rientro tardi’. Lui capì: prima volta.
Mano nella mano sul sentiero alla sua villa. Mi strinsi a lui. La sua mano scivolò sul culo. Passione saliva, pelle in fiamme.
Baci furiosi all’ingresso. Lingue avide. Seni schiacciati sul suo torse. Mi spogliò veloce. Nuda, soumise. Si inginocchiò. Lingua sulle cosce, poi sull’abricot fradicio. Gambe tremanti, aggrappata alle sue spalle. Orgasmo vicino. Si fermò. Frustrazione pura.
Dos al muro. Dita leggere. Sguardo che brucia. Poi mi prese in piedi. Morsi su labbra, orecchio, capezzoli. Mi girò. Levrette. Cazzo duro in fondo. Mani sui seni. ‘Tendre o brutal?’, sussurrò. ‘Quello che vuoi. Sono tua.’.
Fessate forti. Insulti. Culo rosso. Guance in fiamme. Umiliazione dolce. Gode nel culo, poi il suo cazzo. Dolore tagliente, piacere profondo. Dilatata, violata. Mi fece succhiare. Bocca piena, palle accarezzate. Poi scopata in gola. Bava, disgusto. Mano in figa, mi masturbo.
Giffles ai seni. Capezzoli torturati. Urla. Marche rosse sul busto.
L’Incendio
Bagno. Nella vasca, gambe aperte. Pisse su cosce, figa, seni, viso, capelli. Bocca spalancata.
Levrette ancora. Fessate dure. Vibro in figa e culo. Gemo, supplico. Non so se fermare o continuare.
Mi lecca il culo, io lo branlo. Sborra sul pavimento. Lecchio tutto. Pugno in figa, poi in culo. Orgasmi multipli. Dolore e goduria fusi.
Pelle ancora bollente, esco. Non lavarmi. Sperma e piscia su di me, in me. Per il marito.
In auto, pipe mentre guida. Dita nel culo lubrificato. Bacio casto. Addio. Niente nomi. Percorsi cambiati.
Casa. Marito: ‘Il regalo più bello’. Carte blanche. Felice, potente. Prima e unica? O inizio di depravazione?
Le Ceneri. Pelle brucia ancora. Cuore calmo. Ho vissuto. Desiderio mio, solo mio. Ali non bruciate, ma spiegate.



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