La Mia Mano nel Suo Ventre: Confessione di un Piacere Divorante

Catherine è lì, sdraiata nel letto. Mi fa un sorriso canagliesco. L’ho chiamata prima di lasciare l’ufficio. So che mi aspetta nuda, sotto la trapunta calda. Il cuore mi batte forte. Entro in camera. Mi spoglio in fretta. Nudo, mi infilo nel nostro nido d’amore. La sua pelle brucia contro la mia. ‘Hai freddo’, sussurra prima di baciarmi. Le accarezzo il corpo. Mani che scorrono su curve morbide. Dopo minuti, scivolo sotto la trapunta. Il suo ventre è caldo, invitante. Con le dita, apro piano le grandi labbra. La lingua tocca il clitoride. Colpetti leggeri. Le piccole labbra si drizzano. Si bagna. Ora sudo anch’io. Spingo via la trapunta. Cade ai piedi del letto. Succhio il clitoride come un capezzolo. Introduco la falange del medio nel suo ingresso. Con la sinistra, apro di più. Ha tagliato i peli del pube oggi. Corti, soffici. Li adoro così. Il clitoride si gonfia. Lo lecco dal basso all’alto, come lei fa con me. Il suo ventre ondula. Il dito entra tutto. Ogni tanto, la lingua sfiora l’ano. Leggera penetrazione. Lo sfintere si contrae, si rilassa. Ritmo perfetto. Il suo sesso è dilatato, fradicio. Infilo medio e indice. Ruoto piano dentro di lei. Continuo a succhiare. Tolgo la mano. Raccoglio indice, medio, anulare. Li bagno di saliva. Entrano facili, profondi. Sorprendente. Ritraggo. Il buco resta aperto. Provo con quattro dita. Più duro. Le bagno in bocca. Rotazioni lente. La mano penetra. Forma un cono. Allarga piano il suo ventre. ‘Ti faccio male?’, chiedo. Occhi chiusi, respiro affannato. Scuote la testa. No. Quattro dita fino alla base del pollice. Impressionante. Sembra seccarsi. Esco piano. Lecco il sesso spalancato. Poi la mano intera. Saliva che scorre. Paura di finirla. Lei sorride. In fiducia. Prima volta per entrambi. Quattro dita di nuovo, con pollice. Cono da otto centimetri. Spingo piano, rotazioni. Avanza. Si secca veloce. Lecco spesso. Saliva sul suo ingresso, intorno alla mano. Passa il punto largo. Nessun dolore. Ronza, occhi chiusi. Il dorso entra facile. Piega le dita dentro. Pollice intrappolato. Avambraccio come un cazzo mostruoso. Il suo ingresso stringe il polso. Penso a donne con asini, pony. Eccitazione pura. Dieci minuti. Erezione feroce.

Lei sul fianco sinistro. Gambe aperte. Esperti di sodomia. Lei l’adora. Prima di me, no. Marito violento. Altri amati respinti. Con me, regalo dopo un cunnilingus. Ora, preferisce il culo se fretta. Si lubrifica naturale. Contrazioni potenti. ‘Più forte’, implora. Sudore su tempie, seni. La mia mano piena nel ventre. Mi posiziono a cavalcioni sulla sua coscia sinistra. Saliva sul glande. Entro piano nell’ano. Glande passa. Sensazione divina. Tutto dentro. Mano e cazzo quasi si toccano attraverso le pareti. Inizio va-e-vieni. Lei si tende. ‘Male?’. No. ‘Più veloce’. Simulo coito con avambraccio. Sudiamo. Vista del mostro nella chatte mentre la enculo. Esplosione. Orgasmo simultaneo. Violento. Inaudito.

La Febbre

Mi sdraio accanto. Posizione acrobatica. Ritraggo il cazzo. Goccia di sperma. Occhiata complice. Mi avvicino. La lecca come una gatta il latte. Ora, la mano. Ankylosée. Non scivola più. Tutto secco. Delicatezza infinita. Esco. Dilatazione otto cm. Nessun dolore. Vagina stretta, senza figli. ‘Buon presagio per il parto’, sorride. Mano bianca, raggrinzita. Ridiamo. Il suo sesso resta aperto, tre-quattro cm. Quindici minuti. Baci, carezze tenere. Toilette intima. Mano nella mano, passeggiata nel parco. Felicissimi. Questa prodezza nel nostro giardino segreto.

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