Confessione Scandalosa: La Febbre Divorante con Fabienne, Estate 1995

Busso alla porta di Fabienne. Rosa rossa nascosta dietro la schiena. Apre in veste di cotone bianco, piedi nudi. I suoi capezzoli pungono il tessuto. Cuore che martella. Mi divora con gli occhi. Porta sbattuta. Mi strappa i vestiti, lingua famelica in bocca. Rispondo feroce. Bretelle giù, veste cade. Nuda. La sollevo per il culo. Lei guida la mia cappella nella sua figa molten. ‘Finalmente! Ti ho aspettato tutto il giorno!’ Ansimo. ‘Basta chiacchiere, scopami!’ Entro profondo. Gambe che tremano. Sudore già sulla pelle. La porto al divano, inciampo, ridiamo. Bassino alzato. La pompo bestiale. Bocca sul collo, sui seni. Lei afferra il mio culo, sfiora l’ano. Schiaffi di carne. Clac clac. ‘Vengo!’ ‘Vai!’ Esplodo. Lei trema, orgasmo liberatorio. Reposa ridendo. ‘Buonasera, amore.’ Abbraccio uniti, centri che pulsano.

Douche bollente. Mi rado le palle, la zona. Lei lecca le labbra. Esci, si prepara. Roba bustier viola, tacchi, maquillage bruno, musc. Gioielli materni. Guido io. Parcheggio lì, dove le ho fottuto la bocca. Place Nationale. Resto sri-lankese. Curry crevettes, épicé. Sudiamo, arrossiamo. ‘Crevette épicée o verità?’ Ridiamo. ‘Ti piace davvero tutto questo porco?’ ‘Idiota, sì! Avrei voluto scopare prima.’ Trinkiamo. Dessert avocat-rhum. Ritorno. La guardo chalouper il culo. In passage couvert, la plaqua al muro. PELLE bollente. Sollevo coscia, sugo un capezzolo. ‘Fermo, pazzo!’ ‘Succhiami.’ Gioco di rifiuto. La schiaffeggio piano. Pinzo naso. Apre. Succhia golosa. Gode la figa. Tiro capezzoli. ‘Non la mia veste!’ La tiro su, bacio tenero. String bagnato. In auto, vendetta. Mi slaccia. Dito umido su ano. Penetra lento. ‘Ti piace, frocio?’ Mi sega con dito dentro. Succhia ai rossi. Arriviamo. Lei corre in camera genitori. Nuda, culo in aria. Specchi ovunque. Lecco figa acre. Dito in culo, touille. Urla. Lubrifico cazzo su figa. Lei sposta su figa. Frustrazione. La giro. Cazzo tra seni piccoli. Poi in bocca, gainage. Derapo, soffoca. Paura. ‘Scusa!’ ‘Ok, basta giochi. Scopami la figa!’

La Febbre

A quattro zampe, incavata. Entro lento. Specchio: lei troia, io toro. Seni ballano. Pompo profondo. Peti figa. Bacio lingua. ‘Sei la mia puledra.’ ‘Basta, rodéo!’ Afferro capelli. Defonco. ‘Sì, sono la tua puttana!’ Clac clac furioso. Vengo ruggendo dentro. Lei stringe, urla. Crollo su schiena sudata. Leccate canine. Pelle bruciante. Carezze. Sangue sui lenzuola. ‘Regole.’ Spiego tutto. Intimità vera. Douche, lei lava sola. Bacio tenero. ‘Ti chiamo.’ Parto, cuore pesante. Amore? Desiderio? Accro totale.

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