Derubato e Divorato: La Mia Estate di Sesso Selvaggio in Spagna
La tenda puzzava di sborra e sudore. Lei, la puttana della disco, mi aveva svuotato le palle tre volte. Cazzo duro, affondi furiosi. Pelle sudata che schiocca. Cuore che martella. Mi sveglio solo, portafoglio vuoto, telefono sparito. Stronza. In agenzia, un francese maturo mi offre il lavoro. Villa isolata. ‘Viviamo nudi’, dice. ‘E scopiamo ovunque’. Accetto. Soldi cash. Scooter. Entro. Bea, nuda, curve perfette. Georges, pancione, ma attivo. Li spio subito. Piscina. Lei lo cavalca. Gemiti acuti. Acqua che schizza. Il mio cazzo pulsa nei pantaloni. Cuore in gola. Sudore freddo. Li vedo ovunque: contro il muro, sull’albero, balanço. Quattro volte al giorno. Io mi nascondo, guardo, tocco me stesso. Notte in città, scopo ragazze per sfogarmi. Ma la villa mi brucia dentro. Scopro il segreto. Maletta sotto il letto. Frustini, plug, strap-on. Li spio di nuovo. Lei lo lega. Plug nel suo culo grasso. ‘Puttana, ti sfondo’. Gode. Lei lo incula forte. Voci roche. ‘Defoncemi’. Io tremo, nascosto. Lei mi vede. Dito sulle labbra. Silenzio complice. Desiderio rosso, vena che pulsa nel collo. Pelle in fiamme.
La festa. Lucina arriva. Bionda gigante. Cena elegante. Musica lenta, calda. Balliamo. Corpi appiccicati. Sudore che cola. Lei regala foto. Baci. Lucina succhia Georges. Bocca piena, gola che ingoia. Sborra in bocca, poi la passa a lui. Snowball perverso. Culotte giù. Cazzo di Lucina balza fuori. Enorme. Georges lo tocca, trema. Succhia. Lecca palle. Poi a quattro zampe. Lucina lo trafigge. ‘Ahhh’. Colpi violenti. Culi che sbattono. Io guardo, cazzo duro come ferro. Mi sega furioso. Sborro sulla sedia. Lucina viene da me dopo. ‘Béa dice di scoparmi’. Nuda. Mi incula. Cazzo vivo, caldo. Mi spacca. Dolore dolce. Gemiti miei. Pelle che brucia contro la sua. Cuore esplode. La riempio. Maryse arriva. Moglie vera. Scopro il suo gioco. Club. Balla su di me. Labbra sul collo. Mano sulla mia erezione. Camera hotel. Mi spoglia. Succhia. Lingua vortice sul glande. Mi cavalca. ‘Fammi male’. Tiro capezzoli. Lei urla. A pecora. La pompo. Fessette che tremano. Sborro dentro. Calore umido.
La Febbre del Desiderio
Ceneri calde. Maryse mi chiama ancora. Sex shop, cabine porno. Lei troia obbediente. Georges sa tutto. Invito a cena. Béa lì. Pelle ancora freme. Ricordi: plug che entra, strap-on che defonca, cazzo trans che mi riempie, figa di Maryse che stringe. Cuore rallenta, ma pulsa forte. Ho vissuto. Perso controllo. Piacere divorante. Soldi in tasca, segreti nel cuore. Torno in Francia, ma la Spagna mi scotta dentro. Ogni notte, rivivo. Cazzo dolorante. Desiderio eterno.
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