Confessione Scandalosa: Il Nostro Primo Bacio Selvaggio Sotto l’Albero in Montagna

L’aria calda della media montagna mi avvolgeva. Escursione a piedi, sudore che colava tra i seni. Kevin accanto, occhi famelici. Sotto un grande albero su un poggio, panorama infinito. Ho tolto le scarpe, piedi doloranti. Poi il tee-shirt zuppo, lasciato al sole. Mini short stretto sulle cosce potenti. Seni gonfi nel reggiseno, spingevano. Kevin mi guarda. Cuore accelera. Sudore fresco sulla pelle. Lui allunga la mano, palpa. Io sobbalzo. “Cosa fai? Ci vedono.” “Nessuno per chilometri.” Provo a rivestirmi. Ma lui mi ribalta sul drap du stupre, la nostra nappa sacra. Bocca sulla mia, dita sui capezzoli. Lingua invade. Gigoto, poi mi sciolgo. Capezzoli duri, traditori. Mano tra le cosce, short slacciato. Sotto lo slip, umido già. Fiume caldo. Bacio furioso. Respiro corto. Battito rimbomba nelle orecchie. Pelle brucia. Occhi rossi di desiderio. “Dobbiamo fermarci,” ansimo. Lui cala i pantaloni. Cazzo lungo, fine, rigido. Pulsante. Tutto rosso. Irresistibile. Lo vedo, e l’urgenza mi divora. Voglio riempirmi. Ora.

Nuda. Reggiseno slacciato, short e slip volati. Gambe aperte sui gomiti. “Vieni ora.” Kevin sopra. Penetra fino in fondo. Ecartelée. Grido. Piacere esplode. Luogo deserto, solo uccelli e mucche lontane. Cavalco il suo corpo secco. Fianchi ardenti. Sole morde spalle nude. Nuova carezza, ustionante. Sudore mescola al nostro. Pelle a pelle, cuori impazziti. Mi prende da dietro. Vista sul panorama, spinte potenti. Cazzo affonda. Poi, sodomizza. Senza esitare. Gambe flesse, piedi a terra. Rotazioni del mio culo carnoso. Lui impazzisce. Io urlo, stridula. Perdiamo controllo. Intensità pura. Divorante. Pericolosa. Batto i fianchi, clito pulsa. Vento accarezza il sudore. Ogni spinta moltiplica. Seni oscillano, pubis peloso sfrega. Bocca aperta, gemiti crudi. “Ballo!” grido. Non amore. Bacio animale. Cazzo mi squarcia, riempie. Orgasmos si accumulano. Kevin ansima, suda. Pelle scottante. Urgenza totale. Possesso feroce.

La Febbre

Ci stacchiamo. Ebeti. Respiro rauco. Bevo, rido. Nudi, corpi segnati. Sperma cola dal mio culo. Pelle ancora bruciante. Risate nervose. “Miglior sborrata da anni.” Ci rivestiamo lenti. Gambe tremanti, scoppio muscolare. Cammino duro, ma dolce. Peccato mignon nato. Routine morta. Da quel giorno, solo natura. Drap du stupre nel baule. Tracce eterne. Cuore ancora accelera al ricordo. Vivo. Unici.

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