Confessione nel Serapeum: La Camera della Fertilità Proibita

L’aria della camera segreta ci avvolgeva, fresca sulle caviglie, densa di polvere millenaria. Béatrice singhiozzava contro il petto di Jacques, le spalle scosse. ‘Sterile’, aveva urlato. Io sentivo Rahotep ridacchiare dentro di me, eccitato. Chantal, voce di Nofret, si avvicinò. Le sue mani sfiorarono le guance bagnate della ragazza. Pelle calda. Battiti che acceleravano. Il mio cazzo pulsava già nei pantaloni, duro come il granito egizio. Jacques mi guardò, occhi spalancati, ma il suo inguine tradiva: gonfio. Chantal sorrise, maliziosa. ‘Qui si feconda. Anticamente. Con il divino sperma.’ Le sue dita scivolarono sul collo di Béatrice, giù verso i seni tesi sotto la robe leggera. La piccola bionda rabbrividì, non si ritrasse. Io mi avvicinai a Jacques, palmo sulla sua nuca sudata. ‘Vuoi salvarla? Come i sacerdoti.’ L’odore di umido, di sesso represso, riempiva la cripta. Cuori che martellavano. Respiri corti. Chantal tirò su la gonna di Béatrice, esponendo cosce pallide, mutandine bianche umide. ‘Pronta per Apis.’ La ragazza gemette, occhi lucidi. Jacques ansimava, mano sul mio braccio. Il desiderio saliva, rosso, divorante. Mani ovunque. Pelle che bruciava. Urgenza di possedere.

Béatrice nuda sulla tavola di pietra, gambe spalancate negli intagli. Chantal le leccò il clitoride, lingua vorace, succhiando il miele sterile. La ragazza urlò, arcuandosi. Io spogliai Jacques, cazzo eretto, venoso, saltellante. Lo presi in bocca, sapore salato, vene che pulsavano sulla lingua. Lui gemette, mani nei miei capelli rasati. Chantal spinse due dita nel culo di Béatrice, preparandola. ‘Per il toro.’ Poi mi montò, fica rasata che ingoiava il mio uccello, stretta, bagnata. Cavalcava selvaggia, tette che rimbalzavano. Jacques entrò in Béatrice, spinte brutali, lei graffiava l’aria. Sudore colava. Io leccai i capezzoli di Chantal, mordendo. Cambiammo. Io in Béatrice, stretto paradiso vergine di sterilità. Lei gridava: ‘Più forte!’ Jacques nel culo di Chantal, lei ringhiava di piacere. Quattro corpi intrecciati, umori che schizzavano. Culi aperti, bocche piene di cazzo, fiche sbattute. Io sbattevo in Béatrice, palle contro il suo ano. Chantal succhiava Jacques, gola profonda. Orgia primordiale, cuori al limite, pelle fradicia. Venimmo insieme. Io dentro Béatrice, fiotti caldi che la riempivano. Jacques in bocca a Chantal. Lei ingoiò, gemendo. Béatrice tremava, orgasmo che la squassava, lacrime di estasi.

La Febbre

Crollammo sulla pietra fredda. Pelle ancora rovente, appiccicosa di sudore e sperma. Respiri rauchi, cuori che rallentavano. Béatrice accarezzava il ventre, sorriso beato. ‘Sento… vita.’ Jacques mi baciò la spalla, grato. Chantal rise piano, Nofret soddisfatta. L’aria profumava di sesso antico, di fertilità risvegliata. Uscii piano da Béatrice, seme che colava dalle sue labbra gonfie. Mani che si sfioravano, tenere ora. Unico. Divorante. Pericoloso. Avevamo perso il controllo, e valeva ogni rischio.

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