Confessione Scandalosa: A 57 Anni, il Postino mi ha Divorato
Quel pomeriggio di marzo, sole caldo sul ruscello verso il lago. Cammino serena, il villaggio tranquillo dietro. Vedo Marc, il postino di trent’anni, canna in mano, caccia trote. Gentilissimo, bracconiere, amante della natura. ‘Bonjour Madame Julie!’ Ridiamo. ‘Portamene qualcuna stasera!’ ‘Affare fatto!’
Torno a casa. Verso le diciannove, campanello. Lui, con la busta di plastica. Tre trote fresche. ‘Venti euro.’ Lo invito per un porto, il suo preferito. Si siede sul divano, blouson via. Parliamo pettegolezzi del villaggio. Il suo sguardo scivola. La gonna è salita sulle cosce. Cuore accelera. Incrocio le gambe piano. Collant grigi si tendono. Vede l’ombra intima. Arrossisce. Occhi fissi. Decido di giocare. Dischiudo le gambe. Nero della mutanda traspare. Si agita. Viso paonazzo. Bosse nei pantaloni evidente. Mi alzo. Lui confuso. ‘Scusa, mi hai eccitata.’ Avanzo. Labbra sulle sue. Lingue si intrecciano. Fuoco nel ventre. Il suo cazzo duro preme sul mio stomaco. Mani sue sui fianchi. Pelle brucia.
La Febbre
Lo guido in salotto. Sediamo. Mano sua sulla coscia. Sale piano sul collant. Calore umido tra le gambe. Stringe la fica gonfia attraverso strati. Ansimo. Prendo il suo pacco. Duro come ferro. ‘In camera. Chiamami Julie.’ Camera mai violata da altri uomini. Ci spogliamo. Lui nudo prima. Cazzo eretto, cappella viola, goccia perlacea. Mi stringe. ‘Ti voglio.’ Seni liberi dal reggiseno nero. Li palpa. Succhia capezzoli turgidi. Urla di piacere. Tiro giù collant e mutande. Peli grigi esposti. Mi inginocchio. Bacio ombelico. Lingua sul glande. Lo ingoio. Sale e scende. Sapore salato. Lui mi afferra il culo.
L’Incendio
Sessantanove. La sua lingua penetra la fica fradicia. Lecca clitoride. Mi contorco. ‘Basta, vengo!’ Mi giro. Seni sul suo petto. Scendo coi capezzoli sul cazzo. Lo avvolgo nelle tette. ‘Fottimi ora.’ A cavalcioni. Guida il cazzo nella fica bagnata. Piena fino in fondo. Muovo i fianchi lenti. Accelerò. Cuore impazzito. Pelle sudata. Orgasma esplode. Contrazioni. Lui schizza dentro, caldo getti sull’utero. Crollo su di lui. Sesso scivola fuori. Sperma cola. Lecco i nostri umori. Bacio dolce.
Pelle ancora rovente. Respiro calmo. ‘Doccia? Ti cuocio una trota?’ ‘E se resto stanotte?’ Sorriso. ‘Sì, vieni.’ Notte di possessioni. Impulsi divoranti. Piacere totale, pericoloso. Non torno indietro.
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