Confessione in Treno: La Mia Passione Divorante nei Bagni della Prima Classe

Corro verso il treno. Prima classe. Vacanze improvvise. Cuore che martella. Esco dalla città grigia, dal lavoro che mi divora. Progetto fallito. Mesi di notti insonni. Ora, libertà. Salgo, trovo il posto. Vuoto di fronte. Perfetto. Porte chiudono. Treno parte. Sola. O quasi. Arriva lui. Alto. Piedi sfiorano i miei. Arretro. Irritata. Apro il libro. Lui saluta. Rispondo a stento. Va al bar. Lo guardo andar via. Elegante. Carrura da urlo. Torna dopo mezz’ora. Mani lunghe. Occhi blu-verdi. Barba sexy. Sorriso malizioso. Capelli brizzolati. Mi blocco. Provvidenza? Sacchetto cade al controllo. Mi chino. Décolleté esposto. Lui sorride. ‘Bellissima’. Arrossisco. Capezzoli duri. Visibili sotto la veste fina. Calore tra le cosce. Umido. Stringo le gambe. Vorrei saltargli addosso. Mani ovunque. Labbra sue sui miei seni. Impazzisco. Vado in bagno. Acqua sul viso. Calma. Qualcuno segue. Lui. Dietro di me. Mano sulla spalla. Tremo. Cuore in gola. Bagno libero. Entro. Non chiudo. Lui dentro. Labbra vicine. Bacio. Lingue intrecciate. Mani sul suo petto. Lui sul mio. Pelle rovente. Sudore già.

Spacco i bottoni della camicia. Tozzo densa. Maschile. Lecco capezzoli. Mordicchio. Geme. Mani sue sui miei seni. Tira via la blusa. Reggiseno rosso pizzo. Petto generoso. Lo tormenta. Urlo piano. Non fermarti. Mano sotto gonna. Bas. Gambe aperte. Dito tra labbra. Umida. Bollente. Io slaccio pantaloni. Cazzo duro. Lo accarezzo. Veloce. Fermo. Geme forte. Dito sul suo culo. ‘Sì’. Dentro. Lento. Lui due dita in me. Clit pulsante. Vagina fradicia. Gemo. ‘Prendimi’. Si siede sul water. Cazzo fuori. Guardo mont Venus. Lingua sua lì. Lecco. Ma urgenza. Lo bacio. Mi siedo. Gland sulle labbra. Dentro. Lento. Pieno. Quasi vengo.

La Febbre

Vado su giù. Mani sue sui seni. Stringe. Ballano. Pelle sudata. Cuori impazziti. Guida fianchi. Acceleriamo. Urlo. Lui grugnisce. Vengo. Lui esplode. Dentro. Caldo. Tremiamo. Facce beate. Teneri. Rapidi. Perfetti. Ci rivestiamo. Silenzio. Torniamo ai posti. Sconosciuti. Ore mute. Marseille. ‘Philippe’. ‘Émeline’. Va via. Pelle brucia ancora. Cuore rallenta piano. Felice. Viva. Unico.

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