Confessione in Piscina: Il Padre del Mio Allievo Mi Ha Scopata nel Vestiaire

Fine luglio 2010. Piscina dell’amico nel Var. Sole cocente alle dieci. Insegno a Paul, bimbo goffo in acqua. Suo padre, Victor, alto, occhi magnetici, mi fissa dal bordo. Cinquantenne affascinante. Lo conosco dal villaggio. Il mio maillot blu aderisce alla pelle sudata. Fianchi mossi, culo rotondo esposto quando cammino. Lo sento dietro, sguardo famelico.

Lezione finita. Paul gioca con l’altro bimbo. Porto Victor nel vestiaire, lontano dalle orecchie infantili. “Parliamo dei progressi”, dico. Ma i miei fianchi ondeggiano. Maillot sale tra le natiche, lycra che divide la carne bianca. Entro. Lui chiude la porta. Occhi fissi sul mio Speedo. Pelle brucia. Cuore martella. Sfido il suo sguardo. Dito sotto l’elastico, abbasso il tessuto.

La Febbre

Mi afferra i polsi. Dietro la schiena. Una mano sola, ferma. Mi cambrano. Tette tese spingono il lycra. Nipples duri. Respiro corto. Mano libera sfiora monte di Venere. Sposta l’entrejambe. Toison bionda esposta, appena epilata. Dito tra le labbra. Scorri la fessura. Premi clito. Forte. Entra nel mio umido. Voglio di più. Avanzo il bacino. Penetra profondo. Va e vieni. Sudore cola. Pelle in fiamme.

Mi gira. Faccia al muro ruvido. Mani guidate sulle pareti. Tendo il culo indietro. Urgenza pulsa. Mani sulle anche. Accarezza rotondità. Sale la schiena. Dita sui capezzoli attraverso lycra. Li pizzica. Adoro. Calore invade ventre. Basamento contro le mie natiche. Cazzo duro, gonfio. Sotto le spalline, afferra tette piccole, ferme. Rulla capezzoli. Mano destra sul culo teso. Lycra in mezzo alla raia. Globi bianchi nudi. Malassa carne. Dita tra cosce. Trafigge labbra. Pollice su ano. Figa fradicia. Mi tende. Voglio essere presa. Ora.

Tolgo il top. Scivola sui fianchi. Mi volto. Tette orgogliose, capezzoli eretti. Figa aperta, toison dorata. Mi divora con occhi. Bacio vorace. Lingue intrecciate. Mani libere il suo cazzo dal pantalone. Slip giù. Verga grossa, ritta. Palpitante nelle mie dita. Respiro accelera. Cuore impazzito.

L’Incendio

Mi inginocchio. Lingua sul glande. Succhio. Profondo. Mano sul cranio, guida. Altra sui seni oscillanti. Gusto salato. Vene pulsanti.

Mi alzo. Bacio, gli passo il suo sapore. Mi giro. Afferro patere con vestiti di Paul. Culo alto, offerto. Labbra dilatate, pronte. Lo reclama il mio corpo.

Victor afferra anche. Cazzo tra labbra. Scivola dentro. Facile, umido. Fino in fondo. Mani stringono ferro. Colpi di ariete. Fianchi sbattono. Pelle claqua. Mi riempie. Sfrega ovunque. Piacere monta. Io spingo indietro. Sudore mischiato. Fiato ansante. Accelera. Geme. Scarica sborra calda dentro. Bacia schiena. Pelle freme.

Esce rapido. Paura bimbi sospettino. Io non vengo. Piacere sospeso. Vulva gocciola. Ultima lezione eterna. Testa altrove. Corpo eccitato. Casa. Borsa giù. Divano. Dita su clito gonfio. Carezze veloci. Esplosione. Ondata travolge. Gambe tremano. Ricordo Victor. Sorrisi complici dopo. Estate 2011? Chissà.

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