Confessione Scandalosa: La Mia Madrina Mi Ha Deflorato a Nizza

Donna in bikini in riva al mare

Nella piccola casa provenzale di Sylvie, sui colli di Nizza, l’aria profuma di lavanda e salsedine. Ho diciotto anni da poco, puceau timido. Lei, la mia madrina di trentanove, mi accoglie all’aeroporto come un uragano. Dos nu giallo canarino, tette siliconate che spingono, minigonna bianca sul culo tondo, tacchi a spillo. Il suo profumo mi colpisce come un pugno. La mia verga si tende nel 501. Lei sorride, sa.

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In macchina, decappottabile, fisso le sue cosce bronzee, le bretelle dei seni. Il cuore mi martella. Arriviamo. Mi mostra la camera, il bagno. Doccia tiepida. Mi sego pensando a lei, sperando di calmarmi. Esco con asciugamano. Lei sulla terrazza, prona, solo creole, catena alla caviglia, string nero minuscolo, laccio tra le chiappe.

La Febbre

Si solleva sui gomiti. Tette obus abbronzate. ‘Birre dal frigo. Poi crema sul dorso.’ Obbedisco. In ginocchio, bermuda ampio, verga dura come ferro. Ungo la sua schiena liscia, calda. Sudore misto a olio. ‘Gambe. E culo. Non voglio scottature.’ Mani tremanti sulle natiche sode. Lei allarga le cosce. Macchia umida sul tessuto. Il mio cuore rimbomba. Dito scivola nella fessura. Lei geme. ‘Scusa!’ ‘No… continua.’ Infondo l’indice, poi il medio. Vulva fradicia, calda. Lei solleva il culo. Muovo veloce. Respiro sincopato. Si tende, urla, stringe le dita. Io esplodo nel bermuda, senza toccarmi.

Scappo in camera. Aspetto. Lei tranquilla con la rivista. ‘Bravissimo coi dita, come tuo padre.’ Confessione: scopata tuo padre mentre tua madre partoriva. Mi eccita e sconvolge. Si alza nuda dietro di me. Mani sulle spalle. ‘Rilassati.’ Ver ga di nuovo eretta. ‘Togliti il costume.’ Esito. Mi sfila il bermuda. ‘Mamma mia, che mostro!’ Si inginocchia, labbra rosse sul glande viola. Lingua sul meato. Tengo la testa, pompo in gola. Eiaculo fiumi. Lei ingoia. ‘Impara a controllarlo.’

L’Incendio

Mi bacia, verga riprende vita. Mi trascina in camera. ‘Sdraiati.’ A cavalcioni, guida il mio cazzo nella figa rasata a triangolo, cyprine che cola. ‘Cazzo, è enorme!’ Scende piano, morde le labbra. Pareti strette mi stringono. Glande tocca il fondo. Grida, occhi rivoltati. Afferro fianchi larghi. La muovo su e giù. Gemiti rauchi, hoquet ogni urto. Pelle bollente contro la mia. Sudore cola. Lei trema, jouit senza sosta. Io resisto, la scuoto. Poi esplodo dentro, lei crolla svenuta. Sperma riempie la sua fica dilatata.

Le Ceneri. Occhi aperti, baci sul collo. Lingue intrecciate. Pelle ancora ardente, cuori lenti. ‘Sei un uomo ora.’ Due settimane: la posseggo in ogni buco, giornalmente. Lei mi insegna, porta altre donne per varietà. All’aeroporto, stessa mise sexy. Bacio lungo. ‘Torna presto.’ I miei genitori avevano visto giusto.

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