Confessione nel Bagno Condiviso: La Passione Divorante a Saint-Claude

Donna in bikini in riva al mare

Saint-Claude, Jura. Due anni fa. Arrivo tardi in quell’hotel minuscolo, in ristrutturazione. Il gestore, imbarazzato, mi dice: problema idraulico, bagno condiviso con la camera accanto. ‘È una cliente fissa, tranquillo. Sta al bar.’ Lancio un’occhiata. Lei, quarant’anni, bionda, labbra carnose rosse fuoco, corpo generoso sotto un vestito nero severo. Marie-Hélène. Divorziata, fa la rappresentante come me. Whisky-soda. Ridiamo. Decidiamo: lei prima in bagno, bussa dopo. Io sul letto, match tedesco in TV. Passano minuti. Entro. Lei nella vasca enorme, nuda, occhi chiusi. Tossisco. ‘Scusa, pensavo…’ ‘No, perfetto. Prendimi una salvietta, o bagno tutto.’ La porto aperta, viso nascosto. ‘Un fantasma!’ Ride. Abbasso. Seni enormi affiorano dall’acqua, pesanti, areole brune grandi, capezzoli turgidi dal calore. Si alza. Ventre liscio, monte di Venere triangolare, pelo curato. Cuore in gola. Pelle che brucia già. ‘Ti froto la schiena?’ ‘Sì. Da tanto nessuno.’ Riempie la vasca. Io le passo le mani sulle spalle, scendo il dorso, fianchi, glutei sodi. Dita sfiorano l’interno cosce. ‘Ehi, birichino.’ Si gira. Le accarezzo i seni, pancia calda. Sesso gonfio vicino. Mi strappa la salvietta, si avvolge. ‘Ora tocca a te.’ Esce. Io in ammollo, profumo, relax. Torna. Capelli in turbante, déshabillé di seta trasparente. Niente sotto. Seni liberi, capezzoli duri. Fingo sonno. Si china. ‘Gentiluomo, a nanna.’ Esco. Erezione immediata, la nascondo. ‘Vergognoso!’ ‘Colpa tua, sei irresistibile.’ Mi asciuga. Spalle, pancia, gambe. Mani esperte. Sento il battito accelerare. Sudore fresco. Lei sul sesso, lo avvolge, scende alle palle, bacio sul glande. Fuoco puro.

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Mi siedo sul bordo vasca. Le prendo la testa. Bocca calda, labbra carnose. Lingua vellutata. Succhia piano, poi feroce. Profonda. ‘Da mesi non facevo questo,’ ansima dopo. Io tremo. Esco, la inginocchio. Spingo tra i seni sudati, unti. Lei li stringe, masturba. Lingua sul cappello, beve il precum. Io dita nella sua figa. Labbra gonfie, clitoride eretto, bollente. Trema. Gemiti soffocati. Urgenza. La penetro con dita, veloce. Corpo in spasmo. Mi ingoia il cazzo per tacere i gridi. Viene. Succhi esplosivi, mi bagna la mano, il pavimento. Io esplodo in bocca. Sperma caldo, ingoiato. Caduta a terra. Corpi appiccicati, sudore salato. Mi bacia, lingua con retrogusto mio. Seni schiacciati sul petto, calore infernale. ‘Gérard.’ ‘Marie-Hélène.’ Vasca di nuovo piena. Dentro, abbracciati. Dormiamo. Alba ci sveglia, pelle d’oca, ma beati.

La Febbre

Ceneri calde. Pelle ancora fremente. Cuori lenti ora. Non un rimpianto. Solo il ricordo del possesso totale. Non ci siamo rivisti. Ma quella notte, quel bagno, brucia eterna.

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