Confessione Scandalosa: L’Huissier che mi ha Posseduta per Salvarmi

La porta del mio piccolo padiglione. Suono insistente. Apro, imbronciata. Lui, alto, magro, costume tre pezzi impeccabile. Occhi d’acciaio. ‘Ho bisogno di me, Madame Martin. Hubert Chodar, huissier.’ Entro terrorizzata. Debiti, quindicimila euro. Espulsione al primo aprile. Sanguino lacrime. Lui inventaria tutto. Freddo, spietato. Cucina surgelati, critica il mio culo grasso, la mia pigrizia. Salgo le scale. Camera da letto. Moquette viola, letto enorme. Inizio a spogliarmi. Gilet cade. Chemisier. Gonna. Collant. Reggiseno. Mutandine. Nuda. Braccia incrociate sui seni pesanti, mano sul sesso. ‘Prendimi. È tutto ciò che offro.’ Pelle d’oca. Cuore galoppa. Lui mi fissa. Il suo cazzo si indurisce nei pantaloni. Mi gira verso gli specchi. ‘Guarda questo culo grosso, pancia rotonda, cosce pesanti.’ Tasta ogni curva. Mani calde sulla mia carne morbida. Sudore imperla la schiena. Mi eccito. Voglia di lui mi brucia dentro. Batte il cuore come un tamburo. Urgenza di essere posseduta. Mi spinge in ginocchio. Braguette aperta. Cazzo grosso, lungo, dritto. Lo prendo in bocca. Gusto pulito, maschio. Spinge profondo. Tusso, ma insisto. Desiderio mi consuma. Pelle freme al suo tocco.

Mi alza. Deluso. Mano sul mio sesso bagnato. ‘Eccitata, troia.’ Si spoglia. Corpo atletico, abbronzato, peloso. Mi afferra i capezzoli. Li torce. Urlo di piacere. Mi butta sul letto. Bocca vorace sul clitoride. Lingua flagella. Dita dentro. Mi contorco. Orgasmo fiero, violento. Gambe gli stringono la testa. Succhi multipli. Mi penetra con dita. Muove come beckon. Schizzi liquidi. Inondo il letto. Svanisco. Mi riprendo a quattro zampe. Cazzo mi spacca. Colpi di reni profondi. Visceri spostati. Schiaffi sulle chiappe. Rosse, ardono. ‘Muoviti, troia!’ Mi infiammo. Ritmo folle. Viene dentro. Getti caldi mi riempiono. Io esplodo di nuovo. Pelle bollente, sudore cola. Doccia. Gel su corpi. Mani esplorano. Mi piega. Dito nel culo. Poi cazzo intero. Dolore, poi piacere. Mi encule selvaggio. Capezzoli pizzicati. Godo forte. Getti nel mio ano.

La Febbre

Nuda, tacchi alti. Scendo. Mi siede accanto. Dita nel mio sesso e ano mentre scrive l’ordinanza. ‘Vendi l’auto. Cammina. Cucina fresco. Mercato. Niente schifezze.’ Obbedisco. Pelle ancora freme. Profumo di sesso nell’aria. Sollievo misto a terrore. Cuore rallenta. Ma brucio dentro per lui. Quindici giorni dopo, torno nuova. Roba attillata. No mutande. Lo bacio. Mi scopa sul tavolo. Allunghi lenti, potenti. ‘Han!’ Come boscaiolo. Viene profondo. Lecchiamo il mix sul tavolo. Pranzo. Mi incula in cucina. Sborra in bocca dal culo. Fantasmi avverati. Poi lavoro da lui. Sesso quotidiano. Vacanze a Ré. Ma lui si stanca. Trova Véronique. Vendita studio. Fughe con lei. Io? Continuo, nuova padrona mi usa. Pelle ancora ricorda il suo calore. Desiderio eterno, divorante. Ho vissuto l’intensità pura.

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