Confessione Scandalosa: Il Fuoco Proibito con l’Ottuagenaria della Pensione

Alla Pension du Gai Pinson, a Sensonnens, sudo sotto il sole d’estate. Sessant’anni, bermuda larghi, corpo stanco ma mente in fiamme. La patronne non vuole più. Frustrazione bolle. Poi arriva lei, Mélanie, ottant’anni passati. Dolce, maliziosa. Mi pizzica le cosce, di nascosto. Io le sfioro i seni flosci. Non si ritrae. Anzi, trema.

Bermuda giù, le mostro il cazzo. Occhi sgranati, ma fissa. Doccia aperta. Entro. ‘Facciamola insieme’. Scappa. La inseguo in camera. Culotte e tette al vento. Mi inginocchio. Succhio un seno. Poi l’altro. Latte di vecchio piacere. Lei ansima piano. Cuore mi martella. Pelle calda, rugosa, viva.

La Febbre

Giardino, zappa la terra. Faccio scendere il fuoco. Sera, soli. ‘Voglio il tuo abricot’. ‘Disgustoso!’, dice. Incontinenze. Io triste: ‘Non importa’. Dopo dessert, salon. Mani sui suoi piselloni, orecchie di cane. Bassino si muove. Mano in mutande. Motta bagnata, lubrifica. Baro il clitoride. Lei sobbalza. ‘In camera’. ‘Doccia prima’. ‘No, così’. Odori forti, li adoro. Tremo. Lei barcolla dietro.

Souliers via, culotte umide, alone. Gambe aperte. Abricot grigio, peli radi, miele che cola. Odore acre, divino. Bocca dentro. Lingua nel labirinto. Succhio labbra gonfie. Vagina pulsa. Gambe sulle spalle. Mi scopa la faccia. Gemi, jouit. Multipli. Cazzo gonfio, raro. Nudo. Dentro. Sarabanda. Colpi di reni feroci. A ottant’anni! Massaggio interno. Crema sale. Scarico tutto. Ebahi.

L’Incendio

Pulizia buccale. Lingua ovunque. Lei esplode ancora. Cuore? Rischio. Ma che vita! Domani, caffè. Viso rosso, vergogna. ‘Dimentica’. Io: ‘Orgoglati, hai fuoco’. Si rilassa. Sorriso. Minuette.

Notte. Patronne russa. Vado da lei. Seni, mano in pigiama. Fa la dormiente. Abricot di nuovo. Meno fuoco. Batterie scariche. Calmo il gioco. Ricaricheremo. Desiderio picchia ancora.

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