Confessione Scandalosa: Quattro Settimane di Astinenza e la Fantasia che mi ha Fatto Esplodere
Quattro settimane. La mia donna via per lavoro. Il letto enorme, vuoto. Solo io, nudo dopo la doccia. Olio sulla cappella del cazzo, mano che scivola. Penso alla sua bocca morbida, ai seni pesanti, al ventre piatto, alle chiappe rotonde. La fica calda, la fessura umida, il culo stretto. Il cuore mi martella. Sudore sulla pelle. Voglio rivivere ogni scopata.
Immagino il suo ritorno. Ristorante romantico. Tacchi alti, abito aderente che esalta il culo. Sorride, solleva la gonna: niente sotto. Mi mostra la fica rasata, le chiappe libere. Cena finita, in macchina. Abbassa il sedile, gonna su, piedi sul cruscotto, cosce spalancate. Si accarezza la pesca. Mi prende la mano, la posa lì. Calore bollente. Dita sulle labbra gonfie, clito che indurisce.
La Febbre
Apre la mia patta, cazzo duro in mano. Mi sega piano. Poi si china, pompino divino. Lingua vortice sul glande. Ma arriviamo a casa. Si spoglia, mi trascina sotto la doccia. ‘Siediti, guardami.’ Acqua calda su tette, pancia, fica, culo. La guardo, cazzo in erezione. Mi unisco, mani sul suo dorso. Scendo su pancia, seni, fica fradicia, chiappe. Le cosce stringono il mio cazzo, fica sfrega il glande. Si volta, lo strofina sul clito.
‘Vai in camera, segati mentre aspetto.’ Sul letto, specchio riflette palle e cazzo rasati. Mano gira sul glande, l’altra sulle palle, dita sul culo. Mi tocco petto, pizzico capezzoli. Escito da solo, aspetto lei.
Entra di soppiatto. Nottetina trasparente, perizoma nero. Tette e capezzoli duri visibili, fica spaccata dal filo. Mi mostra il culo, perizoma perso tra le chiappe. Cazzo pulsa. ‘Segati ancora.’ Sposta il perizoma, apre labbra, clito eretto.
Si inginocchia, cosce aperte, mostra fica epilata. Dita dentro, su pancia, tette, culo. Lingua sulle labbra. Si toglie il perizoma, fica bagnata spalancata. Si gira, fessura sul mio viso. ‘Lecca, succhia.’ Assaporo clito, morso tenero, lingua in profondità. Ventre trema, miele cola. Lecco petali del culo, che si aprono.
L’Incendio
Sessantanove. Mi sega, accarezza palle, dito sul culo. Succhia cazzo fino in gola. Io lecca culo, infilo dito. Si contorce. Ma lei insiste, lingua su asta, bouffe glande. Sborro in bocca, ingoia tutto.
Ora tocca a lei. Bocca sulla fica, dito nel culo. Succhio clito veloce. Esplode, nettare mi annega. Culo pulsa sul dito. Ci beviamo.
Riposo breve. Lecco seni, ventre, cosce interne. ‘Lecca culo e fica.’ Tra cosce, lingua su clito. Si inarca. Levrette: ‘Scopami la fica.’ Infilo cazzo, affondi. Vede lo ingoiare. Mi sega clito, accarezza palle. ‘Sborra dentro.’ Giclò, riempie fica. Lei viene, urlando.
Molla cazzo, sussurra: ‘Sodomizzami.’ Duro di nuovo. Levrette, culo aperto. ‘Enculami.’ Infilo, sparisce nel tunnel stretto. Si cavalca. Esce, si siede sopra. Specchio: chiappe su giù, dita in fica.
Esplodiamo insieme. Sborro nel culo, lei bagna palle e raia. Gemiti rauchi.
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