Confessione sulla Riva del Tarn: la Mia Suora Perduta
Sotto la volta della cappella, i canti sacri rimbombano. ‘Sancte Dominici, ora pro nobis’. Hélène, il tuo corpo schiacciato sulle lastre del coro, in abito da monaca. Lacrime mi soffocano. Tra un’ora, le grate ti ingoieranno. Il mio cuore martella. Due anni fa, tutto è iniziato. Campeggio sul Tarn. La tua tenda accanto alla mia. Occhi armeni, correctrice parigina. Io, geometra, kayak alla mano. Ti spio le labbra. Desiderio pulsa.
Ti porto pane, sale, acqua. Tradizione armena. Ti stringo. Labbra vicine. Non ti ritrai. Apéritif. Cena. Occhi che tradiscono fame. ‘Kayak domani?’. Sì. Notte in fiamme. Immagino la tua mano sul mio fianco. Bocca sul seno. Ventre trema.
La Febbre
Docce all’alba. Ti precedo nuda. Acqua scotta. Ascolto i tuoi gesti. Vulva si apre. Getti sul clitoride. Arco la schiena. Convulso. ‘Shampoo?’. Cuore esplode. Esci nuda. Entri da me. Acqua su seni eretti. Pelle d’oca. Ti verso il gel. ‘Faccio io’. Sorriso. Fuoco nell’anima.
Kayak. Corrente furiosa. Rapidi. Capovolgimento. Nuotiamo. Rive selvagge. Tremi. Ti slego. Maillot giù. Pubis riccio. Odore umido. Sfregi pelle fredda. Sole scalda. Ti asciugo. Mani ovunque. Tu su di me. Bretelle calano. Seni sfiorano. Capezzoli duri. Maillot basso. Fessura esposta. Fiato caldo sulle labbra intime. Gambe tremano. Urgenza sale. Pelle brucia. Cuore rimbomba. Tutto rosso.
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