Confessione Sotto il Platano: la Mia Paulette e il Motore che Mi Ha Fatto Impazzire
È tardi. La notte cala su una sera tiepida di settembre. Ai piedi del palazzo grigio di dieci piani, un platano rachitico spunta dall’erba spelacchiata, lorda di mozziconi, carte, bottiglie di birra e soda. Paulette è addossata al tronco. Braccia intorno al mio collo. Mi tiene premuto contro di lei. Mani piatte sui suoi reni ossuti. Lei è rossa, occhiali da sole tra i capelli. Viso pallido, lentiggini. Occhi scuri, cerchiati di blu fino alle guance. Braccia nude, magra, alta, piatta. Vestito leggero, fiori sbiaditi. Quindici anni, forse. Io grande, bruno, riccio. Camicia a quadri aperta, jeans sbiadito. Braccia tatuate, polso con bracciale di cuoio. Venti anni, circa. Ventre contro ventre. Faccia a faccia. Bocca a bocca.
Respiro il suo odore. Pelle calda. Sudore misto a fiori appassiti. Cuore mi martella nel petto. Il suo batte contro il mio. Accelerato. Urgente. Mani scivolano sui suoi fianchi. Stringo. Lei ansima. ‘Andiamo al boschetto?’ sussurro. Labbra sfiorano il suo orecchio. Tremore la percorre. ‘Mia madre ci guarda dalla finestra.’ Ride nervosa. ‘È davanti alla tele. Tutto il giorno. Cucina solo maccheroni. Il suo uomo si scola il sussidio al bistrot. Torna a mezzanotte, ubriaco. Amici lo riaccompagnano. Bevono, urlano, litigano. Vicini sbattono i muri. Al mattino mi chiamano per il caffè.’ Parla veloce. Voce rotta. Io premo di più. ‘La vita è così. Viviamola ora.’ Pelle brucia. Desiderio sale. Rosso. Divorante. Lei esita. ‘Mi hai promesso.’ Insisto. Bocca sul suo collo. Bacio umido. ‘Conseguenze?’ ansima. ‘Non aver paura.’ Cuore esplode. Mani sotto il vestito. Caldo umido tra le cosce. No, aspetta. Non è quello. È la moto. La Terrot. Lei lo sa. ‘Ho 1950 euro in banca. Prendili. Una 125 usata. Non Yamaha 500.’ Cedo. Voglia mi consuma. ‘Ok.’ La bacio. Dura. Lingue intrecciate. Sudore cola.
La Febbre
Corriamo. Notte ci avvolge. Troviamo la Terrot. Nera, oliata. Usata ma viva. Boschetto vicino. Ombre folte. La monto. Lei dietro. Braccia strette intorno al mio ventre. Pelle contro pelle. Accendo. Motore tossisce. Ruggisce. Gas a fondo. Partiamo. Vento frustata. Vibrazioni salgono. Tra le gambe. Profonde. Lei stringe più forte. Seni premuti sulla mia schiena. Duri capezzoli. ‘Piano!’ grida. Ma accelero. Strada sterrata. Boschetto inghiottito. Albero dopo albero. Cuore pompa sangue bollente. Sudore bagna camicia. Il suo vestito sventola. Gambe nude stringono i fianchi. Motore pulsa. Come un cuore selvaggio. Dentro di me. Lei geme. ‘È troppo!’ Ma non ferma. Mani scivolano sul mio petto. Unghie graffiano. Io giro la manopola. Fondo. Velocità ci divora. Corpo vibra. Eccitazione monta. Pene duro contro sella. Lei lo sente. Si struscia. Calore tra noi. Pericoloso. Totale. Perdo controllo. Curva stretta. Incliniamo. Gomma stride. Polvere alza. Lei urla. Piacere. Paura. Miscela letale. Gas ancora. Motore urla. Climax vicino. Sudore cola negli occhi. Visione rossa. Lei morde spalla. Denti affondano. Io spingo. Vibrazioni intense. Esplodo dentro. Non seme. Adrenalina. Orgasmica. Frenata brusca. Ci fermiamo. Boschetto silenzioso. Motore spegne. Ansiti pesanti.
Cadiamo a terra. Erba umida. Pelle ancora brucia. Cuori rimbombano. Mani intrecciate. La guardo. Occhi lucidi. Labbra gonfie. ‘È stato…’ sussurra. ‘Divorante.’ Bacio la sua fronte. Sudore salato. Vestito appiccicato. Il mio jeans stretto. Dopo-tremori. Motore freddo ora. Ma noi no. Unici. Vivo qualcosa di irripetibile. Lei sorride. ‘Domani di nuovo?’ Annuisco. Notte ci copre. Cenere calda sulle pelle. Profumo di benzina e sesso mancato. Ma è stato di più. Intensità pura. Pericolosa. Mia.
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