Confessione: La Notte Divorante nel Salotto Buio

Ti vedo nel vasto hall della stazione. Bionda con riflessi rossi, slanciata, occhiali seri tra la folla frettolosa. Mesi di chat, e ora sei qui, a venti metri. Il cuore mi martella. ‘Ciao, sei tu?’ balbetto. Tremo, paralizzato. ‘Andiamo a fare un giro’, dici. Camminiamo nel tuo parco amato. Parli senza sosta: incidente d’auto, litigi dei genitori, l’ex e la sua nuova. Occhi insoliti mi ipnotizzano. Ti distolgo tre volte dalla mia fissazione su quella robe leggera viola, bretelle grigie che tradiscono il reggiseno, décolleté discreto con catenina d’oro. Vento la solleva, combatti vanamente. Al ristorante scegli il tavolo in fondo. Bevi le mie parole silenziose, fissandomi negli occhi. Io ordino caffè, tu ridi con i Get 27. Ventidue ore. Il tuo sguardo muta, parli dell’ex che ti ha mollata sei mesi fa. Io cambio: da amica a donna desiderata. Ti fisso bocca, denti nascosti, labbra che affollano sogni maschili. Nella rue, portone arrugginito. Salotto grande, vuoto. Luce clac, blackout. Solo lampione filtra ombre. Prendo la tua mano, ti afferro la vita. Ti spingo sulla scala, al mio livello. ‘L’amicizia è bella, ma voglio di più’, sussurri all’orecchio. Cuore esplode. Mano sul tuo viso, bacio la guancia, poi labbra superiori. Mordicchi la mia. ‘Chut, piano’. Poi fermo, lingua tra denti. Mani tue esitanti sulle mie anche. Strappi pull e maglia. Baci torace, ombelico. Jean ceinturato resiste. Ti alzo, proietto sul divano skypeiano. Allungati di fianco, gambe intrecciate. ‘Togliti tutto e gioca con me’. Sbottono, clac della fibbia ti eccita. Dietro te, bacio collo, mano su sesso. String minuscolo vola via. ‘Gioca col mio clito’. Ti giro, testa giù, bocca su te. Peli leggeri, lingua trova. Geme forte. ‘Non chiudo gli occhi!’. Ti divoro, mani su glutei. Orgasmo ti scuote, gambe agitano.

Tu scendi. Frotte sesso su mio attraverso robe. Lingua ombelico, mento tocca cima. Baci base verga, mano la solleva, bocca avvolge. Vai e vieni, gola tenta. Troppo. Ti fermo, voglio tutto. Contro muro, ti sollevo, gambe intorno vita. Nuda io, robe tu. Entro piano, fondo. Vieni e vai, ritmo accelera. Strappi robe, reggiseno grigio. ‘Non toccarlo, prendimi ancora!’. Ti porto al centro stanza, fluttui su me. Geme. Poi cane sul divano. Mani fianchi, spingo forte. Sbottono reggiseno, mani su piccoli seni. Ti piace. Accelerò, spalle tue. Ti inarchi, dondoli. Pressione sale. Mani intrecciate, esplodo in te. Tremi, urli, râle io. Ultimi spasmi, ti déhanche.

La Febbre

Mi ritiro dolce. Ti accasci prona sul divano. Io accanto, tocco viso ombrato. Pelle ancora bollente, cuori lenti. ‘Eccoti. Eccoti finalmente… buona notte amica’. Occhi fissi, bruciante ricordo. Unico, divorante.

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