Confessione: La Mia Notte Divorante con Audrey all’Hotel
L’hotel economico illumina la notte con luci al neon. Entro con lei, torace nudo, pelle d’oca sul ventre bombé. Audrey mi fissa, occhi neri famelici. Mi spoglia piano, bottone dopo bottone. Boxer a terra, erezione esposta. Ride, goguenarde. ‘Ora il mio sacchetto’. Nudo, corro fuori, freddo morde la carne. Sacchetto in mano, torno. Porta chiusa. Code sbagliato. Gelo mi trafigge. Lei apre, avvolta in un telo, capelli bagnati. ‘Dentifricio? E i preservativi?’. Ritocco giù, nudo nel hall. Coppia mi fissa, ridono. Box di capote persa. Ritorno umiliato, ma duro di nuovo. Lei mi bacia, telo cade. Pelle contro pelle. Cuori che martellano. Mani ovunque. Febbre sale, urgenza divora.
Corpi che si incollano sul letto. Bocche si divorano. Lecco le sue tette enormi, aréole marroni grumose. Succhio capezzoli duri. Lei geme, spinge la mia testa giù. Lingua nel suo frutto juteux. Labbra aspirate, clitoride titillato. Orgasma la scuote, urli rauchi. Mani sue sul mio cazzo, pompano. Eiaculo tra dita abili. Niente pausa. Nuova erezione. Preservativo slittato. Mi cavalca. Dentro, lubrifica tutto. Bassini ondeggiano. Tette ballano, le malasso. Lei urla, contrae. Io resisto, anestetizzato dal lattice. Mi leva il condom. Doccia calda. Si accovaccia, mi ingoia. Lingua vortica sul glande. Unghie nelle chiappe. ‘Ti bevo?’. Sì. Sborro in gola, lei ingoia tutto. Baci con sapore misto. Selvaggio. Carnale. Perdiamo controllo.
La Febbre
Sotto lenzuola, corpi ancora bollenti. Coccole lente. Smack innocenti. Ultimi oral, orgasmi mutui. Strada verso casa, zombie esausti. Pelle brucia ancora. Colleghi fissano, sorrisi complici. Gwen ride: ‘Gastro inventata’. Cuore accelera al ricordo. Sudore, odori, urgenza. Ho vissuto l’intensità pura. Pericolosa. Divorante. Ne valeva ogni rischio.



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