Confessione: La Febbre Divorante con Lina, la Segretaria Nuda

Quel pomeriggio d’estate sul parking, afa che ti strangola. Caldo da morire. Vado a prendere l’auto, sudato fradicio. Una voce: ‘Ciao Claude, non saluti le amiche?’. Lina. Ma non la Lina da ufficio. Capelli pettinati, perfetti. Vestitino azzurro chiaro, attillato, senza maniche. Bottoncini davanti che urlano peccato. Non magra, no: 80 chili su 170, ma curve da urlo. tette enormi, dove le nascondeva? Bocca aperta, la fisso. ‘Sei stupenda’. Le bacio le guance, profumo che mi stende. ‘Ti riaccompagno a casa?’. Sale in macchina. Gambe tonde, lisce, le occhieggio. Parla, parla come sempre. Io penso solo a toccarla. Cinque minuti, arriviamo. ‘Sali per una birra?’. Non dico no.

Quarto piano, vista campagna. Finestre aperte, calore infernale. ‘Fa un caldo cane’. ‘Io sto sempre nuda in casa’. Ride. Mi porge birre ghiacciate. Si siede sul divano, robe sbottonata fino alle cosce. Slip visibile. Due bottoni in alto saltati, reggiseno che preme. Cazzo duro come ferro. Cuore che martella. ‘E se mi spogliassi?’. ‘Direi che vuoi scoparmi’. ‘Posso’. Lei ride, si alza. Sbottona tutto. Reggiseno via, slip via. Nuda. Epilata totale. Pelle rosea, morbida. Seni tondi, sodi, enormi. Culo da impazzire. Cosce che invitano. Mani che prudono. Mi alzo, la abbraccio. Dieci mani non bastano. Bacio morbido, lingua esperta. Testa che gira. Mi spoglio. ‘Guarda come sei duro, porco’. Mano sulla mia asta, pompa forte. Troppo. Sto per venire. Le mie dita sul culo, sulla fica nuda, bagnata. Umida. Calda. ‘Vieni’. Mi tira per il cazzo in camera. Pelle che brucia contro la mia. Battito che rimbomba.

La Febbre

La butto sul letto. ‘Prendimi ora’. La penetro. Burro caldo. Fica che accoglie. Lento, gemo. Lei geme. Unghia sul culo mio, dito dentro. Stringe cosce. Bloccata contro di me. Movimenti sincronizzati. Asta che gonfia. Non ancora. Rallento. Profondo. Lei urla. Io spingo forte. Esplodo. Sperma dentro. Lei trema, occhi rovesciati, testa che sbatte. Arcobaleno di piacere. Sudore ovunque. Drappeggi fradici. ‘Mai scopato così bene’. Baci. Doccia fresca. Birra. Silenzio complice. Pelle ancora rovente.

‘Voglio succhiartelo’. Scivola giù. Bocca sul cazzo. Lecca il glande. Succhia piano. Mano che branla. Mi riempio. Geme mentre mi pompa. Si tocca la fica. Veloce. Aspira tutto. Vengo in bocca. Ingolla. Bacio la sua bocca viscida di me. Sperma che sa di noi. Notte intera. Giorno dopo. Ancora lì. Perso in lei. Controllo svanito. Piacere totale.

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