Confessione del Drago di Trianon: L’Ora Rubata nella Bergerie

La bergerie puzza di lana umida e latte fresco. Le dame mi spingono dentro, ridendo come forsennate. Venti due giugno, Trianon brucia sotto il sole. ‘Decidi chi ha i seni più belli, drago!’, ordina la marchesa. Le robe si aprono. Petti nudi, rosei, tremanti. Cuori che battono forte, il mio pure. Sudore cola tra i solchi. Le tocco. Mani ruvide su seta di pelle. La contessa geme piano. ‘Ferma, soda come mela matura.’ Yolande spinge il mio palmo sul suo. Capezzoli duri, pulsanti. Il sangue mi ribolle. Le giro, le strizzo. Odore di muschio, di donna eccitata. ‘Chi vince?’, ridono. Io ansimo. ‘Tutte divine. Ma datemi l’osso al gatto.’ Mani loro sul mio pantaloni. Lo slacciano. Esce duro, vivo. ‘Per un vecchio!’, esclama la principessa. Lo afferrano. Caldo, vene gonfie. Io sudo. Cuore in gola. Urgenza sale. Pelle brucia dove mi sfiorano. Vogliono succhiare. ‘Chi lo vieta?’, dico. Bocche vicine. Ma io comando. ‘Una sola. Un’ora. Il resto fuori.’ Tirano a sorte. La comtesse de Polignac vince. Strillo di invidia. Le altre escono, sentinella di guardia.

Porta si chiude. Lei sola. Occhi neri, affamati. Mi spinge contro il muro di paglia. Bocca sulla mia. Lingue si intrecciano, saliva calda. Mani ovunque. Strappa la camicia. Unghie sui pettorali. Io la alzo gonna. Cosce morbide, bagnate. Dita dentro. Stretta, rovente. Geme forte. ‘Drago, fammi tua.’ La butto su paglia. Gambe aperte. Lingua sul clitoride. Succhio. Sale inarcata. ‘Sì, sì!’ Cuore martella. Il mio cazzo pulsa. La penetro. Lento prima. Profondo. Lei urla. Accelerò. Colpi secchi. Sudore mescola. Pelle schiaffeggia pelle. ‘Più forte!’ Stringe capezzoli. Io mordo collo. Ritmo folle. Lei trema. Vengo dentro, lava bollente. Non fermo. Continua. Dita sul suo culo. Dentro ancora. Orgasm multipli. Urla soffocate. Ore? No, un’ora eterna. Esplode di nuovo. Io resisto. Vecchio drago, lunghe abitudini. La lecco pulita. Succhia me. Fino in fondo gola. Ingolla tutto.

La Febbre

Cala il fiato. Pelle ancora scottante, appiccicosa. Lei distesa, occhi vitrei. ‘Mai così.’, sussurra. Io sorrido. ‘Il mio segreto.’ Raccogliamo robe. Tremiamo. Fuori, le amiche attendono. ‘Beata!’, ridono. Io impassibile. Ma dentro, brace. Re mi aspetta. Menzogne pronte. ‘Fratello e sorella.’, dirò. Qui, ho conquistato regni. Pelle mia odora di lei. Cuore rallenta. Piacere totale. Pericoloso. Divino. Nascondo il quaderno. Domani, altre prede. Dragonnade a Versailles.

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