Confessione Scandalosa: L’Amante di Mio Padre, un Fuoco Divorante

La porta si apre. È lei. Ore di pranzo. La mia casa vuota. Il sole filtra dalle persiane, aria calda d’estate. Cuore che pompa forte. Sudore già sulla nuca. Lavoriamo insieme. Mesi di sguardi. Mani che sfiorano nei corridoi. Ultimatum lanciato. ‘O fai o smettiamo.’ Torna dalle vacanze. Entra con quel sorriso. Vestito attillato. Gambe lunghe. Profumo che invade. ‘Ho aspettato questo,’ sussurra. Mani tremanti. La tiro dentro. Porte chiuse. Bocche che si cercano. Labbra umide. Lingue che duellano. Respiro corto. Pelle che brucia sotto il tessuto. Le mani sotto la gonna. Cosce morbide. Calda. Umida già. Lei geme piano. ‘Non resisto più.’ Cuori che rimbombano. Camicia strappata. Seni liberi. Capezzoli duri. Li mordo. Lei inarca la schiena. Urgenza che sale. Jeans stretti. Cazzo duro come ferro. Lei lo sente. Mano che scivola giù. Stringe. ‘Voglio te. Ora.’ Tutto rosso. Visione annebbiata. Desiderio animale. Niente più ragione. Solo fame.

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