Confessione: Lola Nuda sul Velocipede, Tette al Vento nella Campagna Ardente
Sole cocente sulla campagna verde. Pedalo accanto a Lola, la mia rousse dalle curve esplosive. Roba cyan bustier stringe i suoi seni pieni. Cappello di paglia le ombreggia il viso. Sudore le cola tra le tette, pelle bianca che brilla. Cuore mi batte forte, aria calda mi soffoca. Improvviso: ‘Hop!’ Lei tira su la stoffa. Tette balzano fuori, capezzoli turgidi puntati avanti. Brezza le accarezza, lei ansima, pedala più forte. Io fisso, cazzo pulsa nei pantaloni. Calore sale, urgenza di toccarla mi divora. Strada deserta, ma rischio eccita. Duemila metri così, seni che rimbalzano a ogni pedalata. ‘Merda!’ Cappello vola via. Lei frena, scende, tette oscillano libere. Lo recupera nuda dalla vita in su, io ingoio saliva. Pelle sudata luccica. Riparte, mi sorpassa. Indico sentiero erboso. ‘Nascondi quelle meraviglie, gente in arrivo.’ Lei sorride maliziosa. Entra nel verde, boschi fitti. Mettiamo i piedi a terra. ‘Gente qui?’ ‘Mai nessuno.’ Lei slaccia tutto. Roba cyan mi finisce in mano. ‘Nel sacco, doudou.’ Nuda totale, solo scarpe. Sella nera tra le labbra gonfie, umide. ‘Amo sentirla sfregare lì.’ Pelle freme, figa già bagnata bagna il cuoio. Pedala avanti, io dietro. Culo bianco ondeggia ipnotico, fianchi larghi che rollano. Si alza, pedala duro: figa esposta, labbra rosse che palpitano. Sudore le scivola tra le natiche. Il mio battito rimbomba, mani stringono manubrio, vorrei afferrarla, scoparla lì sull’erba. Febbre mi consuma, aria densa di sesso represso.
Sentiero svolta, pâture vicina. Lei accelera, io inseguo la sua carne viva. ‘Merda, qualcuno!’ Vecchio su tronco, canna in mano, ottant’anni di occhi affamati. Lei non frena. Pedala lenta, saluta: ‘Bonjour.’ Tette in bella vista, capezzoli duri come sassi. Lui ghigna: ‘Rechauffement climatique?’ ‘Prendo aria.’ Cuore mi esplode, eccitazione pura. Lei posa bici, towel sul tronco, si siede nuda accanto. Fianchi a contatto, seni protesi. Pelle sua arrossata dal sole, sudore fresco. Parla, ride. Io sto lì, cazzo duro da scoppiare, urgenza di possederla mi lacera. Vecchio la squadra, mani nodose ferme. ‘Sedetevi.’ Lei obbedisce, cosce aperte appena, aria sa di erba e fica. Dialogo scorre: Lucienne, puttana del villaggio, mariti cornuti. Lei ride, tette tremano. Io sudo, immagino la sua lingua su di me, quel vecchio che la fissa. Desiderio incendia vene, battito cardiaco tuona. Vorrei strapparla via, sbatterla sull’erba, penetrarla selvaggio mentre lui guarda. Lei inclina corpo, capezzoli sfiorano aria, pelle bollente. Vento lieve le solletica intimità, lei ansima piano. Occhi suoi brillano, eccitazione condivisa. Vecchio racconta, lei assorbe, nuda e potente. Io tremo, possesso imminente mi brucia.
La Febbre
Chiacchiera svanisce, ore volate. Lei si alza, towel via, pelle segnata dal legno, rossa e viva. Prende bici, cappello sul capo. ‘Andiamo.’ Pedala via nuda, io seguo, culo ancora ipnotico. Vecchio saluta, occhi ingordi. Torniamo sentiero, robe cyan di nuovo addosso. Pelle ancora freme, capezzoli tesi sotto stoffa. Cuore rallenta piano, ma fuoco cova dentro. Sudore asciuga, lascia sale sulla pelle. Sensazione unica: lei mia, esposta, desiderata. Rientriamo, corpi esausti ma vivi. Ricordo brucia, notte la scoperò feroce, rivivendo ogni fremito. Ceneri calde, promessa di altro incendio.
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