La Mia Notte al Club Privato

Coppia abbracciata

Le luci soffuse del privé mi avvolgono mentre sono seduta sul divanetto di velluto rosso, le gambe leggermente accavallate. Sento il tessuto della gonna corta che sale sulle cosce, rivelando il bordo delle autoreggenti nere. Il cuore mi batte forte, un misto di eccitazione e attesa che mi fa stringere le ginocchia.

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«Ti piace quello che vedi?» chiede una voce profonda alle mie spalle. È lui, Marco, l’uomo che ho incrociato al bancone del bar del club esclusivo. I suoi occhi scuri mi hanno fissata per tutta la sera, come se potesse spogliarmi con lo sguardo.

«Forse… Dipende da cosa intendi», rispondo voltandomi appena, con un sorriso malizioso. La mia voce è bassa, quasi un sussurro, ma so che mi sente. Sento già il calore tra le gambe, un umidore traditore che mi fa arrossire.

Si siede accanto a me, troppo vicino. La sua mano sfiora il mio ginocchio, salendo lentamente. «Intendo che da quando sei entrata, non riesco a pensare ad altro che a farti urlare di piacere. Sei una di quelle donne che fingono di essere caste ma dentro sono delle vere puttane, vero?»

Le sue parole mi colpiscono come una scarica elettrica. Dovrei offender mi, alzarmi e andarmene. Invece resto lì, le cosce che si aprono impercettibilmente. «Sei molto diretto. E se ti dicessi che non sono quel tipo di ragazza?»

Ride piano, un suono rauco che mi fa bagnare ancora di più. La sua mano è ormai sotto la gonna, le dita che tracciano il bordo del mio perizoma di pizzo. «Lo vedo dai tuoi capezzoli come spingono contro la camicetta. Sono duri, pronti. E scommetto che la tua figa è già zuppa.»

Ansimo quando due dita premono sul tessuto umido, strofinando il clitoride gonfio. Il club è pieno di gente, ma in questo angolo semi-nascosto nessuno sembra badare a noi. O forse sì? L’idea che qualcuno ci guardi mi eccita da morire.

«Cazzo… sì, sono bagnata», ammetto con voce tremante. «Mi fai impazzire. Continua…»

Marco non se lo fa ripetere. Slaccia due bottoni della mia camicetta, liberando i seni pieni dal reggiseno a balconcino. La sua bocca si chiude su un capezzolo, succhiandolo avidamente mentre le dita scostano il perizoma e affondano dentro di me. Due dita, poi tre, che pompano con ritmo crescente.

«Sei strettissima… e caldissima. Senti come stringi le mie dita? Sei una troia nata per essere scopata», mormora contro la mia pelle, mordicchiando il capezzolo fino a farmi gemere forte.

Mi aggrappo alle sue spalle, le unghie che affondano nella camicia. «Più forte… ti prego, scopami con le dita. Voglio venire qui, davanti a tutti questi sconosciuti.» La tensione sale, il mio corpo trema. Sento l’orgasmo avvicinarsi, un’onda calda che parte dal ventre.

Proprio in quel momento, una voce femminile interrompe: «Posso unirmi a voi?» È una donna bionda, sui trentacinque, con un vestito aderente che lascia poco all’immaginazione. Si chiama Elena, l’ho vista prima al bar che flirtava con vari uomini.

Marco alza lo sguardo senza smettere di muovere le dita dentro di me. «Dipende da lei. Vuoi che questa bella troia ci guardi mentre ti faccio squirtare?»

«Sì… sì, guardami», ansimo io, ormai persa. Elena si siede di fronte, accavallando le gambe in modo che la gonna si alzi, mostrando che non porta niente sotto. Le sue dita scendono tra le sue cosce mentre ci osserva.

«Sei bellissima quando godi», dice Elena con voce roca. «Apri di più le gambe, voglio vedere come ti bagna la figa.»

Obbedisco, allargando le cosce sul divanetto. Marco accelera, il pollice che preme sul clitoride mentre le dita mi fottono senza pietà. I miei seni ballano liberi, i capezzoli rossi e turgidi.

«Dimmi che sei una puttana», ordina Marco. «Dillo forte.»

«Sono una puttana… una sporca puttana che vuole cazzi e lingue ovunque!» grido quasi, mentre l’orgasmo mi travolge. Sento il mio succo colare sulle sue dita, sulle cosce, macchiando il divanetto. Urlo di piacere, il corpo che si inarca.

Elena si alza, viene vicino e mi bacia sulla bocca, la lingua che invade con avidità. «Brava ragazza. Ora tocca a me assaggiarti.» Si inginocchia tra le mie gambe, spingendo via la mano di Marco. La sua lingua calda lecca il mio clitoride sensibile, succhiando i miei umori mentre Marco si alza e tira fuori il suo cazzo grosso e venoso.

«Apri la bocca», mi dice. Non esito. Prendo il suo membro tra le labbra, succhiando con fame mentre Elena mi divora la figa. Il sapore salato del suo cazzo mi fa impazzire. Lo prendo più profondo, fino in gola, mentre le sue mani mi afferrano i capelli.

«Cazzo, che bocca fantastica. Succhiami bene, troia. Voglio riempirti di sperma.»

Elena infila due dita dentro di me, curvandole per toccare quel punto magico. «Vieni ancora, voglio sentirti sulla mia lingua.»

Il secondo orgasmo arriva più forte, mi fa tremare tutta. Succhio più forte il cazzo di Marco, gemendo intorno a lui. Sento che sta per venire anche lui.

«Sto per esplodere… prendi tutto!» ruggisce. Il suo seme caldo mi riempie la bocca, schizzi densi che ingoio avidamente, senza sprecarne una goccia.

Elena si rialza, il viso lucido dei miei umori. Mi guarda con occhi famelici. «Non abbiamo finito. Vieni con noi nella stanza sul retro. C’è un letto grande e voglio che mi scopi mentre lui ti prende da dietro.»

Mi alzo sulle gambe tremanti, la gonna ancora alzata, i seni fuori. Marco mi prende per mano, il cazzo ancora mezzo duro che dondola. «Hai ragione, Elena. Questa notte è solo l’inizio. Voglio sentirla urlare mentre la riempiamo tutti e due.»

Li seguo verso la porta nascosta, il cuore che batte all’impazzata. Sento già il desiderio tornare, più forte di prima. Nel privé, tra sospiri e corpi nudi, so che mi farò usare come la vera troia che sono. E non vedo l’ora.

La stanza è illuminata da luci rosse. Un letto king size domina il centro. Elena si spoglia completamente, rivelando un corpo tonico e un tatuaggio sopra il pube. Si sdraia, aprendo le gambe. «Leccami mentre lui ti scopa.»

Marco mi spinge sul letto. Mi metto a quattro zampe, la faccia tra le cosce di Elena. Il suo sapore è dolce e muschiato. La lecco con passione mentre sento Marco posizionarsi dietro di me. Il suo cazzo duro preme contro la mia apertura bagnata.

«Pronta per essere sfondata?» chiede, e senza aspettare spinge dentro con un colpo solo. Urlo contro la figa di Elena, che geme e mi afferra i capelli.

«Sì, così! Scopala forte, Marco. Falla urlare nella mia figa.»

Le spinte sono potenti, profonde. Ogni affondo mi fa tremare i seni, che sbattono contro il materasso. Lecco il clitoride di Elena con furia, infilando due dita dentro di lei. Siamo un groviglio di corpi sudati, gemiti e schiocchi di carne.

«Sei così stretta… la tua figa mi stringe come una morsa. Sei fatta per il cazzo», grugnisce Marco, accelerando.

«E tu sei una leccatrice nata», ansima Elena. «Non fermarti, sto per venire!»

Veniamo quasi insieme, un coro di urla che riempie la stanza. Marco mi riempie con il suo sperma caldo, che cola lungo le mie cosce mentre continuo a far godere Elena.

Ma non basta. Cambiamo posizioni. Mi sdraio sulla schiena, Elena sopra di me in sessantanove. Le sue labbra sul mio clitoride mentre io succhio le sue labbra gonfie. Marco si posiziona dietro di lei, penetrandola mentre io lecco le sue palle.

«Cazzo, che vista… due troie perfette», dice lui, scopando Elena con forza. I suoi colpi fanno ondeggiare i nostri corpi uniti.

Perdo il conto degli orgasmi. La notte continua tra baci, lingue, cazzi e dita. Mi sento viva, sporca, desiderata. Quando finalmente usciamo dal club all’alba, ho il corpo segnato e la figa dolorante ma soddisfatta. E so già che tornerò presto.

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