La Gabbia di Ferro: La Mia Vendetta Divorante
Lo tiro su dal letto, le sue gambe tremano ancora. Pelle sudata, cuore che martella sotto le mie dita. Lo spingo contro il muro della camera, buio pesto, solo il nostro fiato rovente. La gabbia d’acciaio gli stringe il cazzo, lo vedo gonfio tra le sbarre, disperato. Io, nuda sotto la gonna, figa liscia e bagnata, lo guardo negli occhi. Paura e voglia. Il mio battito accelera, urgenza di possederlo del tutto. Gli afferro i capelli, tiro la testa indietro. Bocca sulla sua, lingua che invade, mordo il labbro fino a sentire sangue. “Soffri per me”, sussurro. Mani sul suo petto, unghie che graffiano capezzoli arrossati. Geme, corpo che si inarca. La mia pelle brucia contro la sua, sudore che cola tra i seni. Sento la figa pulsare, clitoride gonfio che sfrega la coscia. Voglio di più. Lo giro, faccia al muro, culo esposto, liscio e vulnerabile. Dito bagnato di saliva sulla fessura, premo l’ano. Si contrae, trema. Cuore mio che pompa sangue bollente, vene gonfie. “Apriti”, ordino. Infilo piano, caldo stretto che mi succhia il dito. Lui ansima, cazzo in gabbia che gocciola pre-sborra. Io sudo, febbre che sale, urgenza di romperlo e rifarlo mio.
Lo butto sul letto a pancia in giù, corde nuove ai polsi e caviglie, spreader bar che allarga tutto. Cage che tintinna, metallo freddo sulla pelle rovente. Mi siedo sul suo culo, figa che scivola sulla schiena sudata. Mani che aprono le natiche, lingua sul buco, lecco profondo, sapore salato di uomo spezzato. Lui urla piano, corpo scosso. Io infilo due dita, pompo veloce, prostata che pulsa sotto. “Senti il mio potere”, ringhio. La mia figa esplode di umori, gocciola sul suo culo. Prendo il plug d’acciaio dal cassetto, grosso, pesante, strass che brilla. Lubrifico con la mia eccitazione, premo sulla rosa stretta. Entra piano, lui grida, muscoli che cedono. Lo spingo fino in fondo, base che sigilla. Ora è mio dentro e fuori. Mi alzo, lo giro supino. Figa sulla sua bocca di nuovo, ma stavolta cavalco selvaggia. Naso schiacciato sul clitoride, lingua che scava. Io stringo i suoi capezzoli, tiro la cage. Sudore che ci unisce, cuori sincronizzati nel caos. Orgasmo mi travolge, squirto in faccia, lui beve tutto. Non basta. Prendo il dildo grosso, me lo infilo, cavalco il suo petto mentre lui soffoca. Pelle che sbatte, vene che esplodono, possesso totale. Vengo ancora, urlo rauco, corpo che convulsa.
La Febbre
Crollo su di lui, respiri affannati, pelle appiccicosa di sudore e fluidi. Il plug vibra piano dentro di lui, cage che punge la mia coscia. Cuori che rallentano, ma fuoco ancora sotto la cenere. Lo slego piano, dita tremanti sul metallo. Lui geme, esausto, occhi persi. Bacio la sua fronte, lecco il sale dalla pelle. “Hai pagato”, mormoro. Figa ancora calda, pulsante, ma sazia. Lo lascio lì, cage intatta, plug al suo posto. Vado in soggiorno, divano di pelle che accoglie il mio corpo nudo. Jazz basso, vibrazioni che mi accarezzano. Pelle brucia ancora, segni rossi sui seni dove mi sono stretta. Sensazione unica: l’ho posseduto fino al midollo, perso il controllo e ritrovato potere. Lui dorme rotto, io sorrido nel buio. Domani il Gioco continua, più feroce. Questo brivido, questo pericolo, vale ogni rischio.



Post Comment