Confessione Ardente: Mia Moglie nella Vetrina Rossa di Katendrecht

Donna in lingerie

Katendrecht, Rotterdam. Notte di giugno afosa. Io e Rose entriamo in un club di strip-tease. Cuore che martella. Sudore sulla pelle. Lei, bruna, curve che urlano sesso. Un francofono ci nota. Maxime. Mignon, occhi famelici. Offre da bere. Draga Rose sotto il mio naso. Mani balde sul suo collo. Lei ride, si scalda. Labbra socchiuse. ‘Hai spine, bella Rose?’ ‘Per chi le merita.’ Lui osa. Le tocca i fianchi. Io guardo, eccitato. Uscita casuale. Vetrine rosse. Neon che pulsa. ‘Ti esibirai nuda lì dentro?’ ‘Chiche, lapin.’ Busso alla porta accanto. Prostituta in déshabillé rosso. Noleggio la stanza. Prezzo basso. Maxime bacia Rose nel collo. Pelota i seni. ‘Vuoi scopartela?’ ‘Detective!’ Ride. Entriamo. Stanza rossa. Tappeti scarlatti. Pareti grenat. Rose fissa la vetrina. Tira via mutandine. Le lancia a Maxime. ‘Tienile, Max.’ Lui annusa. Delizia. Lei entra. Roba corta. Ondeggia. Musica nella testa. Bottoni saltano. Seni liberi. Capezzoli duri. Gira. Roba cade. Nuda. Si siede. Gambe spalancate. Dita dentro. Si masturba. Due slavi si fermano. ‘Nuova troia?’ ‘Occasionale.’ Se ne vanno a malincuore. Pelle di Rose brucia. Battito impazzito.

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Maxime entra. Rideau chiuso. Rose sul letto. Slaccia pantaloni. Cazzo duro. Biondo. Palle pesanti. Le soppesa. ‘Belle riserve.’ ‘Usano i tessuti.’ Ride. Lo lecca. S succhia. Vorace. Lui ansima. ‘Stop! Voglio fotterti.’ Capote. La butta giù. Entra secco. Fondo. ‘Che troia!’ Pompa. Palle schiaffeggiano cosce. Lei ansima. Urla. Viene troppo presto. Capote piena. ‘Number one.’ La posa. Lutina lei. Riprova. Entra. Dura di più. Lei gode. Urla misti. ‘Number two.’ Terza volta. Insieme. Io entro al quarto round. La prendiamo doppia. Sandwich. Enfichata. Comblée. Inondata. Urla primitive. Sudore cola. Pelle appiccicosa. Cuori rimbombano.

La Febbre

Sdraiati. Pelle ancora rovente. Respiri pesanti. Rose chiede: ‘Che importi?’ ‘Polvere bianca.’ ‘Droga?’ ‘Zucchero!’ Ride. ‘Glucose. Sucré e glauque.’ Indica stanza. ‘Rose rima con glucose.’ Poesia improvvisata. Applausi. Si alza. ‘Ultimo bacio.’ Lei lo succhia. Profondo. Se ne va. Carta in mano. ‘Ritorno in cinque stelle?’ ‘Forse.’ Prostituta scende. ‘Lavora con me?’ Rose ride. ‘Troppo lontano.’ ‘Studio sopra. Clienti gentili.’ ‘Forse un’altra volta.’ Io dubito. Ma lei guarda le capote nel freezer. Congelate. Ricordi liquidi. Cuore accelera. Prossima volta? Pelle freme ancora.

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