Confessione Scandalosa: Florence Nuda e mia nella Boutique Infuocata
Esco dalla boutique con Florence stretta alla mia vita. La sua pelle ferve sotto la gonna corta. Nuda là sotto, come le ho ordinato. Il cuore mi pompa sangue rovente nelle vene. Lei cammina ondeggiando, i tacchi battono l’asfalto. La gente fissa i suoi fianchi. Sento il suo calore irradiarsi. La mia mano scivola giù, sfiora la curva del culo. Lei ansima piano, preme contro di me. Sudore imperla la sua nuca. Il taxi arriva. Saliamo dietro. Le porte si chiudono. L’aria si fa densa. Le mie dita salgono la coscia. Pelle bollente, liscia. Lei spalanca le gambe. Il guidatore non vede. O finge. Il mio pollice sfiora il suo sesso umido. Batte forte, il suo clitoride pulsa. ‘Paul…’, geme. Io stringo. Urgenza mi divora. Voglio lei ora. Tutto. La febbre sale. Cuori rimbombano. Mani tremano. Lei mi bacia il collo, morde. Il taxi sobbalza. Io infilo due dita dentro. Stretta, bagnata. Lei inarca la schiena. Sudore cola tra i nostri corpi. Non resisto più. ‘Hotel, veloce’, ringhio al tassista. Lui accelera. Florence mi slaccia i pantaloni. La sua bocca avida. Labbra roventi. Lingua che vortica. Io affondo le dita più a fondo. Lei trema. Viene in silenzio, spasmi violenti. Io resisto. Per ora.
Arriviamo all’hotel. Bagagli dopo. La trascino in camera. Porta sbatte. La spingo contro il muro. Strappo la gonna. Nuda, perfetta. Seni gonfi, capezzoli duri. La mia bocca li divora. Lei graffia la mia schiena. ‘Prendimi’, implora. Io la giro. Le apro le cosce. Il mio cazzo duro la trafigge. Uno. Due. Spinte feroci. Pelle schiaffeggia pelle. Sudore vola. Lei urla. Io la possiedo. Profondo. Selvaggio. Il letto cigola dopo. La butto sopra. Gambe sulle spalle. Entro di nuovo. Ritmo animalesco. Cuori esplodono. Lei contrae, mi munge. Io pompo. Vengo dentro, lava bollente. Lei trema ancora, orgasmo multiplo. Corpi avvinghiati. Fiato corto. L’incendio ruggisce. Mani ovunque. Bocche affamate. Nessun filtro. Solo carne, urgenza, possesso.
La Febbre
Calma piano. Pelle ancora bruciante. Sdraiati, corpi appiccicosi. Lei ride piano, appagata. Io accarezzo i suoi capelli. ‘Mia’, sussurro. Lei annuisce. Bagagli presi veloci. Rientriamo nel taxi. Verso l’aeroporto. Lei con la gonna storta, justaucorps che segna i capezzoli. Nessuno sa. Il nostro segreto. Cuori rallentano. Ma il fuoco cova. Pelle freme al tocco. Sensazione unica. Aver perso il controllo. Essere vivi. Libera, lei si abbandona al mio fianco. Felice. E io, sazio. Per ora.



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