Confessione sotto il Diluvio: La Mia Passione Divorante con Annette

Coppia abbracciata

Pioggia torrenziale tra Genève e Divonne. La strada è un fiume. Mi rifugio nella stazione isolata. Colletto alzato, impermeabile zuppo. Spingo la porta. Lei appare. Annette. Foulard sui bigodini, occhi marroni, guance rosee, bocca enorme. Blusa grigia, larga. ‘Bonjour!’, miagola con accento vaudois. ‘Vieni a ripararti?’. Annuisco, tremando. Scuoto i capelli come un cane bagnato. ‘Non ti disturbo?’. ‘Pazzesco stare fuori con questo tempo!’. Sto lì, pozza ai piedi. Lei ride. ‘Entra, asciughiamoci dentro’. Mi guida oltre il sipario. Il mio impermeabile sfiora il suo seno. Traccia umida. ‘Scusa’. ‘Niente’. Rido nervosa. Studio kitsch. Divano-skaï rosso. Cucina, tavolo con bigodini. Poupée crochet ovunque. Pulito. ‘Scusa il casino, volevo andare alla fête du lac a Versoix’. Non capisco il patois. Lei spiega: ‘Festa sul lago’. ‘Togliti l’imper, bagni il parquet’. Mi aiuta. Camicia e pantaloni fradici. ‘Toglili tutti, qui nessuno guarda sotto l’ombelico’. In slip. Lei mi fissa. Mano sul seno umido, lo liscia. Calore sale. ‘Sei di fretta?’. ‘Devo a Divonne prima di mezzanotte’. ‘Hai tempo’. Si sbottona la blusa. La leva. Culotte mauve trasparente. Carne bianca, fianchi larghi, cosce muscolose, schiena freckled. Niente reggiseno. Seni a mela, capezzoli puntuti. Ventre piatto. Pubis rasato, visibile. Mi siedo sul divano. Lei accanto. Cosce che si toccano. Testa sulla mia spalla. ‘Strofina la schiena, ho freddo’. Mani sul suo dorso. Pelle morbida, elastica. Scendo ai reni. Carezzo la spina dorsale. Braccia aperte. Sotto i seni. Dolcezza. Capezzoli si induriscono. Li pizzico, malasso. Li tiro alla bocca. Mordicchio. Sospiri. Si scalda. Mano al ventre. Lo incava. Mont di Venere satinato. Dita ai pli. Clitoride teso, trema. Lubrifica. Geme. Gambe aperte. Dita dentro. Caldo umido. Arc-boutée. Ansima. Afferra il mio slip. Cazzo duro. Mi masturba. Accelerò. Lei jouit, blocca la mano.

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La giro sul divano. Entro in lei. Gambe sui miei reni. Bacino spalancato. Braccia strette. Cuori che battono folli. Pelle sudata, appiccicosa. Spinse forte. Urgenza. Profondo. Lei graffia. Io mordo il collo. Sudore cola. Cazzo pulsa nel suo calore. Ricordi di Annabelle e Armelle mi infiammano. Vengo troppo presto. Fiotti dentro. Naso nei suoi seni. Respiro corto. Lei trema ancora. ‘Encore’. Capezzolo duro a un centimetro. Occhi si chiudono. Sonno comatoso.

La Febbre

Sole filtra. Odore caffè, benzina, fieno. Suoni lontani. Clochette. Mi sveglio. Coperta patchwork. Piedi a terra. Annette entra. Blusa grigia, gambe nude, capelli frisotté biondo-rosso. ‘Salut!’. ‘Bonjour’. ‘Hai dormito bene? Sono le tredici!’. Caffè forte. Doccia. Vestiti stirati. ‘Ti sei addormentato, pioggia tutta notte. Papà è in negozio, sii sage’. Ringrazio. Ripartenza verso Divonne. Rendez-vous mancato. Ma pelle ancora brucia. Battito riecheggia. Ho posseduto l’istante. Unico. Divorante.

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