Confessione: La Mia Giornata di Fuoco e Sudore con Bébert, Kamel e Patricia

Coppia abbracciata

Mi sveglio nella camera di Bébert, lenzuola appiccicose di sudore notturno. La figa mi pulsa, dolente dalle scopate di ieri. Kamel, il giovane stallone, promette litri di sborra. Bébert, il vecchio rugbista, sa leccare ma deve imparare pazienza. Mano sulla fica, sobbalzo. Fa male, ma brucia di voglia. Niente cazzo oggi, solo un dildo perso. Sigh. Mi alzo, piscio, poi doccia bollente. Acqua scotta sulla pelle, lava via i residui. Indosso il suo peignoir, entro in camera. Bébert dorme, cazzo flaccido tra cosce pelose. Sogno di cavalcarlo, ma prima dieta. Lo sveglio con bocca. Labbra su glande, lingua vortica. Si indurisce, riempie gola. Ansimo, cuore batte forte. Trema, lo mollo. ‘Alzati, caffè!’. Slegato, lo ammiro nudo. ‘Quindici chili via, o niente fica’. Obbedisce, cucina. Io nuda sotto t-shirt, tette libere. Mangio, lui a tavolino da servo. Lo mando a pulire, prendo soldi. Esco, jean bianco attillato, sweat blu. Libera, eccitata. Vedo Kamel. ‘Branlette quante?’. Due, dice. In strada deserta, apro zip. ‘Tira fuori, segati per me’. Mano mia stringe, torce. Obbedisce. Cazzo gonfio, va e vieni furioso. Gambe aperte, occhi nei miei. ‘Sì, amore, sborra per me’. Geme, implora bocca. Schizzi caldi sul marciapiede. Rido, lo lascio lì, tremante. Cuore mio martella, fica inzuppa.

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Bus al centro commerciale. Flâno, entro lingerie. Vendeuse, Patricia, occhi su tette mie. Cabina, mi spoglia soutif. Mani sue su capezzoli, duri come sassi. Bocche si fondono, seni schiacciati. Rumore, si stacca. Torna, punch allo stomaco. La butto in ginocchio, capelli tirati. ‘Lecca fica mia’. Testa tra cosce, lingua esperta. Clit succhiato, trepido. Gambe tremano, spasmi. ‘Pro, sììì!’. Orgasmo mi squassa, succhia succhi. Prometto ritorno. Compro slips per Bébert, torno. Mano sua nella mia, casa sua. Scale veloci. Mi bacia feroce, ‘Salope’. Tira capelli, morde capezzoli. Dita in fica, mi fa gemere. Sto in piedi, orgasmo mi travolge, trippa in fiamme. ‘Match nul’, ride. Letto, corpi avvinghiati. Mi forza in ginocchio, bocca su sua fica. Labbra gonfie, clit duro. Lecco, succhio, la tengo al bordo. Implora, ‘Fammi venire!’. La faccio esplodere, cosce stringono, urla.

La Febbre

Crolliamo, abbracci. Pizza, vino, chiacchiere. Ma io voglio altro. Lavoro chiama lei. Siesta sua letto, sveglio accesa. Doccia, getti su fica riaccendono brame. Rendo chiavi, bacio rubato. Rientro da Bébert, pelle ancora rovente. Sudore secca, cuore lento. Ho vissuto. Intensità pura, controllo perso. Domani, altro fuoco.

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