Confessione Scandalosa: La Madre Superiora nella Sacrestia Proibita
Nella sacrestia devastata, i tendaggi scarlatti si aprirono. La silhouette imponente di madre Maria emerse alla luce tremolante del cero. Cuore in gola. Suor Cécile si appiccicò al mio dorso, i capezzoli duri che sfregavano la pelle. Panico? No. Solo un calore che saliva dal basso ventre.
Lei avanzò lenta. Occhi blu-violetto, lacrime sulle guance pallide. ‘È accaduto’, mormorò dolce. Io balbettai: ‘Colpa mia’. Cécile ribelle: ‘L’ho voluto io!’. Sorriso sulle labbra perfette. Il mio cazzo si drizzò, rubicondo, puntando lei. Vergogna. Lei rise piano: ‘Almeno uno sincero’.
La Febbre
Si sedette vicina. Dita sulla coscia di Cécile, raccolse sperma misto a sangue. ‘Lo sospettavo. Conosco la musica’. Mano sull’altro mio coscia, sfiorò la verga pulsante. Cécile fissava ipnotizzata. Madre Maria arrossì, petto ansante sotto la tonaca. Io palpai il seno sodo, capezzolo turgido.
Cécile slacciò il velo. Capelli biondi corti. Baciavo il collo lanuginoso. ‘Ho bisogno d’amore’, gemette lei. Sguardo complice con Cécile. Lei sbottonò la tonaca. Cadde a terra. Short di seta, reggiseno stretto. Seni liberi, globi orgogliosi. Short giù, peli biondi, odore muschiato.
Cécile impastò i capezzoli. Maria gemette. Si baciarono, petti premuti. Io tra ventri caldi, lingua sul clitoride. Ventre contratto, spinta avanti. Lingua nel vago umido, salato. Gambe aperte, grognio.
L’Incendio
Le due caddero sulla panca in un 69 furioso. Testa di Cécile tra cosce di Maria, lingua affondata. Anello anale che palpita, tentatore. Lingua sul solco, saliva mista. Cécile si scosta, occhiolino. Afferro il cazzo, entro nel forno stretto. Fondo contro utero. Urlo, fianchi indietro per più.
Ritirata, spinta. Lingua di Cécile sotto, da asta a palle. Controllo perso. Vagina si contrae, spasmi. Squirt abbondante, bagna tutto. Io esplodo, fiotti di sborra mischiati. Cécile lecca, orgasmo totale.
‘Grazie Dio!’, ansima Maria. Si gira, cazzo ancora dentro, caldo velluto. Abbraccia Cécile, baci. Felicità pura. Pelle bruciante, corpi intrecciati. Luna sui vetri, colori su fianchi, tette, cazzi. Odore di cera, incenso, sudore, sborra. Alleluia.
Candle spento. Solo noi, pagani in liturgie nuove. Cuori lenti ora, ma fuoco covato. Pelle appiccicosa, battiti calmi. Unico. Vivo.



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