Confessione: Il Massaggio che ha Divorato il Nostro Anniversario

Donna in bikini in riva al mare

Entrammo in quella stanza dell’istituto di massaggi, luci soffuse, aria densa di olio caldo profumato di legno. Era il nostro anniversario. Il regalo per lei: un massaggio da una conoscenza. La masseuse ci riconobbe subito. ‘Il massaggio all’olio caldo è per Madame?’. Sì. ‘Vuole venire con noi? Le insegno due trucchi’. Accettai. Mia moglie si cambiò, uscì con un pareo di asciugamano. ‘Ha tolto le mutande?’. Sì. Si sdraiò a pancia in giù, asciugamano sulle natiche, cuscino sotto la testa e uno sotto i fianchi. Perché quel cuscino? Non capivo. Musica nel casco per lei. Iniziò dal basso della schiena, su verso le spalle. Poi nuca. Cicli ripetuti. Mi chiamò: ‘Vuoi provare?’. Le mie mani sulle sue spalle, giù per la spina dorsale. Lei correggeva. Io imparavo. Lei passava alle gambe. Scambiammo posti. Dal tallone, polpaccio, coscia. Fermarmi alla serviette, così vicino all’intimità. Frustrazione. Voglia di spingere oltre. Cuore che martella. Pelle che brucia già sotto le dita. Lei vide il mio sguardo. Mi spostò ai piedi. Coprì il dorso con un velo. Massaggio plantare. Vista sul suo sesso. Lei allarga le cosce. ‘Tutto bene?’. ‘Perfetto’. Mi fissa. ‘Vieni, dammi le mani’. Mi guida. Mani sulle mie. Colata contro di me. Su cosce, fianchi. Mani sue sulle mie, su natiche di mia moglie. Più in alto. Inguine. Credevo di impazzire. Il cuscino apriva l’accesso perfetto. Palmo sul clitoride. Lei libera le mie mani. Continuo. Dita dentro. Gambe che si aprono. Mani di lei crispate sulla tavola. Mormorii. Secondo dito. Grido soffocato. Cuore mio in gola, sudore freddo.

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