Confessione Infuocata: La Mia Tradimento Diventa Estasi Selvaggia

Giovane donna seducente

Nel domaine de La Tiémont, trascino Ian fuori dal castello. Sole caldo sulla pelle. Cuore che pompa furioso nel petto. Sudore già tra i seni. ‘Mio marito, avrai un erede’, annuncio. Lui impallidisce. ‘Impossibile’. Spiego tutto. Lucien mi ha scopata. Quarantasei volte. In quell’auberge, notti intere. Gambe tremanti al ricordo. Il suo cazzo duro dentro di me, spinte violente. Ian arrossisce. Mani che tremano. Paura mi stringe lo stomaco. Ma lui si calma. ‘Ti ha dato piacere?’. Annuisco. ‘Sì, forte’. Domande crude. ‘Quante cavalcate? Dove?’. Rispondo onesta. ‘Quaranta. Nell’auberge, dopo le tue visite’. Il si eccita. Lo vedo gonfiarsi nei pantaloni. Mi trascina in camera. Pelle che brucia. Battito cardiaco rimbomba nelle orecchie. Urgenza mi invade. Voglio lui. Ora. ‘Spogliati!’, ordina. Obbedisco. Nuda. Muri freddi contro la schiena bollente. Mi appoggio. Gambe aperte. Dita tra le cosce. Umida fradicia. Lui mi tocca. ‘Pronto per la cavalcata’. Mi penetra di colpo. ‘Ho!’, gemo. Fica che si contrae. Mi afferra i fianchi. Pistonate selvagge. Sudore cola tra i glutei. Pelle che schiocca. ‘Troia, ti piace farti sfondare’. Sì. Ogni colpo mi spacca. Mi metto a quattro zampe. Come cagna. Lui mi sbatte. Proietto il culo indietro. Clacsonate sul sedere. ‘Ama farti ramonare la figa!’. Urlo sì. Ricordi di Lucien svaniscono. Solo Ian. Il suo cazzo enorme. Mi riempie. Mi sposta. Punta l’ano. ‘No, non lì’. ‘Ti inculo io’. Dito dentro. Lubrifica. Poi il glande. Stringo. Brucia. Entra piano. ‘Cagna, accogli facile’. Mi masturbo furiosa. Figa che squirta. Lui pompa. Forte. Vuoto nel culo. Grido. Trema. Si ritira. ‘Succhia’. Pulisco il suo cazzo. Lingua sul sapore proibito. Lo indurisco. Lo spingo sul letto. Mi enculo sopra. Cavalcata folle. Seni che ballano. Lui li strizza. Pinza capezzoli. Schiaffi. Vengo urlando. Lui mi riempie. Notte infinita. Tre sborre. Culo, figa, culo. Pelle appiccicosa. Gambe molli. Quasi alba. Crollo su di lui. Cuore ancora in gola. Pelle che pulsa. ‘Domani i godemichés’, sussurra. Sorrido. Il fuoco continua. Le ceneri sono calde. Ogni visita futura: figa gonfia, culo scottato. Cavallo duro da montare. Ma ora, pace. Corpi intrecciati. Ho rischiato tutto. Valso ogni spinta. Piacere totale. Divorante. Pericoloso. Vivo.

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